23 febbraio 2018, ultimo aggiornamento alle 17.52
Insieme siamo imbattibili.

Infortunati Inail, tutela privilegiata o tutela svantaggiata?

Nazionale, 14/02/2018 12:33

Alle molteplici difficoltà a cui giornalmente i lavoratori dell’INAIL devono  far fronte per garantire un servizio rispettoso dei bisogni dell’utenza, si è aggiunto di recente il grave problema dei certificati medici di infortunio/malattia professionale, di tipo continuativo e definitivo, che i pronto soccorso/ospedali ed i medici di base si rifiutano di redigere.


La vicenda scaturisce dall’entrata in vigore dal 22.3.2016 dell’art. 21, comma 1, del D. Lgs. 151/2015 che ha disposto, per i medici, l’obbligo di redigere il primo certificato di infortunio/M.P. e di trasmetterlo direttamente all’INAIL per via telematica entro il termine massimo di 48 ore.


Ma il citato decreto nulla dice in merito ad un eventuale pagamento dei certificati medici redatti secondo le nuove modalità. Ricordiamo che, fino ad alcuni anni fa, L’INAIL provvedeva al pagamento dei certificati medici sulla base di convenzioni stipulate con le varie rappresentanze sindacali dei medici, convenzioni  attualmente scadute. Conseguentemente l’INAIL ha sospeso il pagamento dei “nuovi” certificati chiedendo chiarimenti ai Ministeri competenti e alla Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome.


Alla data odierna tali chiarimenti non sono ancora pervenuti. E in molte Regioni i medici dei presidi ospedalieri, pubblici e privati, non ricevendo più alcun compenso, hanno deciso di non redigere più certificati medici INAIL di tipo continuativo o definitivo. E tale forma di protesta sta durando da quasi un anno.
Per cui accade che gli infortunati dopo aver aspettato magari diverse ore nei pronto soccorso o in altre strutture ospedaliere,  si vedono rifiutare la redazione dei certificati medici e sono dirottati alle sedi INAIL. E  nei nostri ambulatori sono costretti ad una nuova, spesso lunga, attesa trattandosi di visite non programmate.


Questa situazione costringe l’ area sanitaria e l’area prestazioni  ad un prolungamento abnorme dell’orario di accoglienza e ad un aumento del totale delle visite/accessi giornalieri agli sportelli amministrativi.


Basta analizzare i dati sugli accessi, disponibili in procedura, e si può vedere come i numeri siano cresciuti!


Tutto questo  ha inevitabili ripercussioni negative anche sui livelli qualitativi delle prestazioni. Inoltre gli utenti non sono solo in numero maggiore, ma sono anche giustamente esasperati  e questo moltiplica le difficoltà di gestione per gli operatori Inail.   


 In pratica  in molte Sedi territoriali tale fenomeno, complice anche la carenza di personale, sta divenendo insostenibile e rischia di deflagrare, travolgendo ogni forma di programmazione delle attività.


Non sappiamo se le pesanti ricadute di questa grave situazione sull’organizzazione del lavoro e sul personale INAIL interessino l’Amministrazione, visto che l’attenzione verso l’utenza interna, soprattutto in questi ultimi anni, è stata pari a zero. Basti pensare che la prima e ultima indagine sul benessere organizzativo nell’Istituto risale al 2011! … ma forse sono stati proprio gli imbarazzanti risultati che ne erano scaturiti a sconsigliare l’effettuazione di nuove indagini di quel tipo!


Noi invece la situazione di stress lavoro-correlato che sta vivendo il personale INAIL la  conosciamo bene, anche perché la viviamo quotidianamente e  personalmente, e per questo motivo


CHIEDIAMO CHE NEL 2018 GLI OBIETTIVI DEL SISTEMA PREMIANTE VENGANO RIVISTI IN RIBASSO !!

Certo il problema della certificazione non dipende da decisioni dell’INAIL ma dal silenzio del Governo, silenzio rotto solo recentemente  da una  nota del Ministero della salute dell’ 8.2.2018 che, per quanto di competenza, evidenzia di non ravvisare ragioni ostative a corrispondere da parte dell’INAIL un compenso ai medici certificatori. Sarà sufficiente questa nota? O bisognerà aspettare un analogo pronunciamento anche del MEF?

Non vorremmo che la D.G. demandasse alle Direzioni Regionali, oltre l’onere, anche la responsabilità di trovare una soluzione che non sarebbe più uniforme su tutto il territorio.

Rimane comunque davvero vergognoso il modo in cui sono trattati gli infortunati sul lavoro ed i tecnopatici. Lavoratori e lavoratrici  che sono, almeno temporalmente, inabili perché hanno subito una lesione,  costretti  ad incredibili   disagi per potere ottenere una certificazione.
Altro che tutela privilegiata, che trova fondamento nella nostra Costituzione !! Qui siamo giunti ad una tutela svantaggiata.

Chiediamo pertanto che l’Amministrazione assuma con determinazione l’impegno a risolvere in tempi brevissimi questa scandalosa situazione.

Esecutivo Nazionale
USB P.I. INAIL