25 maggio 2018, ultimo aggiornamento alle 15.55
Insieme siamo imbattibili.

Basta minacce e intimidazioni: risposte e soluzioni per il diritto all'abitare

Nazionale, 14/05/2018 11:54

Nei giorni scorsi gli abitanti dei container di via Carlo Alberto dalla Chiesa hanno ricevuto delle nuove indimidazioni da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni locali e delle forze dell'ordine.


Tali avvertimenti premono affinche le famiglie accettino il misero contributo previsto dalla delibera comunale votata lo scorso 28 marzo dal Consiglio comunale di Pozzuoli con una maggioranza risicata.


Da più di un mese, dopo lunghe giornate di mobilitazione al comune di Pozzuoli, gli abitantii avevano ottenuto la richiesta formale, da parte del sindaco, di convocazione di un tavolo interistituzionale in Prefettura, per discutere con tutti gli enti locali preposti una soluzione concreta per gli abitanti del campo container. Tale promessa non è mai stata mantenuta dal sindaco, il quale ha continuato a mantenere ferma la posizione sulla delibera votata in consiglio che non rappresenta una soluzione concreta per le famiglie ma solamente uno sperpero di denaro pubblico a danno di tutti i cittadini di Pozzuoli.


E' evidente che il sindaco Figliolia, la sua maggioranza spaccata e le forze dell'ordine locali sono consapevoli di questo. Per tale motivo in questo periodo è partita una vera e propria macchina di pressione tesa a spaccare il fronte degli abitanti tra assegnatari e non, tra chi rispetta le regole e non, tra buoni e cattivi, tra chi accetterà il contributo e non.


Dopo aver fallito nel mese di gennaio con il tentato sgombero non effettuato, dopo che gli abitanti si sono opposti e si sono uniti per rivendicare i loro diritti, rigettando il misero contributo, al sindaco Figliolia e soci non resta che usare gli strumenti del ricatto e dell'intimidazione.


Il nuovo pericolo di sgombero, emerso in queste ore, rappresenta, ancora una volta, l'enessimo attacco alla vita quotidiana di donne, uomini, anziani e bambini che vivono il campo container di via Carlo Alberto Dalla chiesa. Peccato che tali azioni non si siano viste nei confronti dei responsabili dei tanti scandali che hanno colpito la città di Pozzuoli ed il suo comune in questi mesi.


Al tempo stesso il prefetto di Napoli e gli altri enti istituzioni sono anch'essi direttamente corresponsabili delle intimidazioni ricevute dalle famiglie, viste le lungaggini e le assenze di risposte alle parti sociali, in merito alle richieste degli abitanti ed al rispetto dei loro diritti basilari, come quello alla casa e a vivere lontano dall'amianto.


La politica, lo andiamo ripetendo da mesi, non può utilizzare la forza pubblica come risposta all'emergenza sociale. Quando ciò accade è un fallimento per tutti, nessuno escluso, e rapresenterà ulteriore danno verso chi da 30 anni ha vissuto nell'amianto.


Chiediamo ancora una volta che venga al più presto convocato l’incontro per elaborare soluzioni concrete alla grave situazione che vivono centinaia di persone e che nessuno sgombero venga attuato.


In caso contrario non mancherà la resistenza degli abitanti e la solidarietà attiva di tutti gli attivisti dei movimenti e dei sindacati per il diritto all'abitare.