23 novembre 2017, ultimo aggiornamento alle 21.05
Insieme siamo imbattibili.

Sanità integrativa e welfare contrattuale: difendiamo lo stato sociale e restituiamo ai lavoratori la libertà di scegliere

Nazionale, 13/09/2017 14:10

L'accordo per il rinnovo del contratto integrativo, sottoscritto tra direzione aziendale, Rsu USB San Polo Lamiere e da USB Emilia Romagna, oltre ad avere impedito il peggioramento introdotti dal CCNL del 16 novembre 2016  in tema di permessi legge 104 e congedi parentali ed ad avere riconquistato salario strutturale, è intervenuto sui temi della sanità integrativa e del cosidetto Welfare Contrattuale.
La ragione di questa scelta risiede nella necessità di porre un'argine ad una contrattazione che, sostenuta dalla legge, ha come obbiettivo esplicito il superamento stesso dei servizi pubblici ed universali a favore di un sistema privatistico legato alla condizione di lavoro.
La possibilità di erogare buoni spesa in alternativa al salario consente alle imprese di attaccare il salario diretto, indiretto e differito dei lavoratori e ,contestualmente, agevola la liquidazione del modello sociale sottraendo risorse alle entrate dello stato. Il salario, come è noto, incide sulla tredicesima mensilità e sulla carriera previdenziale dei lavoratori.
La legislazione degli ulimi governi, sostenuta dalla contrattazione a firma Cgil-Cisl-Uil, consente di erogare emolumenti economici, sotto forma di welfare, totalmente detassati e decontribuiti. Soldi "a nero" quindi. Apparentemente sembra assegnare più soldi ai lavoratori ma è un vero e proprio bluff!! Ciò comporta un effetto negativo sulla determinazione della tredicesima mensilità, del TFR e sulla carriera previdenziale.
La sanità integrativa, esattamente come accaduto sul sistema previdenziale nel lontano 1995, rappresenta lo strumento per agevolare la cancellazione del diritto alla sanita pubblica. Siamo quindi davanti alla privatizzazione strisciante della sanità, a tutto vantaggio delle grandi assicurazioni private, interessate ad un business di svariati miliardi di euro all'anno più che al diritto alla salute pubblica... Un vero e proprio processo di americanizzazione della società su un terreno che, in Europa, si era  nettamente distinto da quello brutale e privatistico statunitense.
Per tutte queste ragioni abbiamo chiesto e ottenuto di riconsegnare al lavoratore la libertà di scegliere se aderire o meno a questo sistema, senza per questo averne un danno economico.
Il CCNL metalmeccanico del novembre 2016 ha infatti stabilito un'adesione automatica dei lavoratori al fondo di sanità integrativa. Al lavoratore che espressamente rifiuta di aderire al fondo non viene riconosciuto lo stesso importo economico che l'azienda è tenuta a versare annualmente. L'intesa alla San Polo lamiere prevede, in deroga al CCNL, che, a parità di costi, l'azienda riconoscerà unitamente al premio di risultato l'importo di 120 euro lordi annui a tutti i lavoratori che rinunceranno al fondo.
Parimenti anche sul welfare contrattuale il lavoratore potrà optare alternativamente per i buoni spesa o per il salario in busta paga. Ciò rende libera l'adesione.
Crediamo che la contrattazione aziendale sia un tassello di un sistema più ampio di diritti, fuori e dentro i luoghi di lavoro.
Difendiamo, insieme ai lavoratori, lo stato sociale e la Costituzione con una pratica sindacale rigorosa e coerente.


RSU SAN POLO LAMIERE    

USB EMILIA ROMAGNA