15 dicembre 2017, ultimo aggiornamento alle 15.32
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Redox Group srl: continua l'occupazione dello stabilimento, ma ecco le proposte di Usb e dei lavoratori

Trieste, 07/12/2017 10:40

Continua oramai da 9 giorni l'occupazione dello stabilimento REDOX GROUP SRL di via Muggia 9 da parte del gruppo di operai sostenuti da USB, che senza stipendi da mesi hanno deciso di non accettare un passaggio al ribasso verso l'azienda che ha rilevato l'appalto di manutenzione delle gru carroponte presso Wartsila Italia che poi si è scoperto essere di proprietà al 50% dell'imprenditore della loro vecchia azienda che li stava affamando. Una situazione “dalla padella alla brace” come si suol dire.

I lavoratori chiedono che gli siano corrisposti gli stipendi arretrati, e non intendono accettare un passaggio di azienda contenente una riduzione dei loro salari e che ad avviso di USB ha solo ed esclusivamente lo scopo di gettare sui lavoratori tutto conto di questa operazione dai contorni molto ambigui.

Però questi lavoratori, con un gigante senso di responsabilità e di solidarietà hanno invece fatto loro una proposta alla nuova azienda che vuole rilevare tutto, la  V.A. CRANE:

Redistribuire a tutti gli operai (anche quelli che hanno già accettato di andarsene nella nuova azienda) la quota degli stipendi che VA Crane vuole tagliare.
Gli operai che attraverso i superminimi individuali prendono di più, hanno deciso di impedire che si “taglino” quelle somme ed hanno proposto di redistribuire quelle quote ai colleghi che ad oggi non ricevono nulla. Una quota uguale per tutti gli operai, anche per quelli che non hanno condiviso le ragioni della protesta.
Ora, davanti a questa proposta, si provi ancora a dare degli “avidi” ai lavoratori.

L'unica colpa dei lavoratori REDOX è di aver infranto il sogno  tutto italiano degli imprenditori; che sotto il ricatto del posto di lavoro, ai lavoratori si può chiedere di rinunciare a tutto, ai diritti fino anche a pezzi interi di salario.
USB assieme ai lavoratori REDOX ed attraverso la loro “resistenza”, sta contrastando non un'azienda, ma un intero modello padronale, plasmato ad immagine e somiglianza di Marchionne (che ricatta il lavoro in italia e paga le tasse in svizzera), modello che nell'ultimo decennio è stato esaltato  sia dal  centrodestra che dal centrosinistra.

Ora che l'azienda risponda davvero a questa proposta: contano le persone o contano i profitti? Davanti ad una porta in faccia la protesta continuerà, e l'occupazione dello stabilimento assumerà sempre di più un ruolo di rilevanza politica nell'ambito della provincia di Trieste.  



Per il coordinamento provinciale
USB Industria.- Lavoro privato