Nazionale,

Sono trascorsi 30 anni dalla tragedia della Mecnavi in cui morirono 13 persone durante le operazioni di manutenzione straordinaria della nave gasiera “Elisabetta Montanari”. Da allora tanto si è fatto per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro ma occorre sempre vigilare affinché non si abbassi la guardia e vengano a mancare idonee misure di sicurezza. In quell’ambito portuale con notevole presenza di traffico marittimo e mercantile affiancato a un terminal passeggeri, sono presenti tante attività soggette alla normativa Seveso III: costituiscono quasi il 50% delle attività soggette a rischio rilevante esistenti in tutto il territorio regionale e proprio per questo il comando provinciale Vigili del Fuoco sin dai primi anni ’90 ha garantito in maniera pressoché continuativa l’operatività di una squadra terrestre che in ausilio del personale specialista nautico garantiva la sicurezza in quella delicatissima area. Purtroppo da un po’ di tempo a questa parte, complici le carenze...

Roma,

Sul salvataggio di Province e Città Metropolitane, in questi giorni, stiamo assistendo alla messa in scena di una vera e propria “commedia dell'ipocrisia”.33 parlamentari del PD hanno presentato una serie di emendamenti alla “manovrina 2017”, per aumentare il finanziamento alle funzioni fondamentali di questi Enti, dimenticandosi che sono stati proprio loro, votando la legge Delrio prima, e tutte le leggi di stabilità dopo, ad affossare Province e Città Metropolitane - dichiara l’Esecutivo nazionale di USB P.I. -Enti Locali.Addirittura si è scomodato anche l'ex premier Renzi, che a caccia di voti e consensi, ha dichiarato che le Province vanno aiutate. Piuttosto che fare dichiarazioni di comodo, farebbe bene a ricordarsi della sonora sconfitta ricevuta il 4 dicembre 2016 al referendum da lui stesso promosso, anche per cancellare definitivamente gli Enti di area vasta dalla Costituzione - continua l'EsecutivoAttori di rilievo nella “commedia”, anche i sindacati complici che proclamano...

Nazionale,

Dopo l’annuncio sugli organi di informazione dei contenuti della Riforma Madia, che in questi giorni sarà approvata, c’è di che riflettere e discutere ma, soprattutto, agire. Poco alla volta appaiono sempre più chiari i termini dell’accordo siglato il 30 novembre scorso. Da una parte, giustificando la fretta di rinnovare i contratti bloccati da otto anni, ci si è accontentati di una elemosina – i favolosi 85 euro medi lordi a fine 2018 – dall’altra si è lasciata carta bianca al Governo di legiferare, modificare, ma principalmente attaccare quei pochi diritti che ancora rimangono. Costretti dall’urgenza di recuperare qualche SI al referendum costituzionale per compiacere il Governo e ottenere di conservare le ragguardevoli rendite finanziare, CGIL CISL UIL hanno letteralmente svenduto i dipendenti pubblici. D’altronde questi sindacati si preoccupano sempre meno di conservare le tessere in quanto le principali entrate di bilancio provengono dai Servizi, Patronati, Enti Bilaterali, Fondi...

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