19 dicembre 2018, ultimo aggiornamento alle 17.34
Insieme siamo imbattibili.

La famiglia di Soumaila Sacko ringrazia: continuate le sue lotte. USB: in suo nome il Codice etico del lavoro agricolo

Nazionale, 12/07/2018 14:35

La famiglia di Soumaila Sacko ringrazia pubblicamente, attraverso l’Unione Sindacale di Base, quanti in Italia si sono uniti al dolore per la morte del giovane agricoltore del Mali, assassinato nelle campagne di Gioia Tauro il 2 giugno scorso.


Un ringraziamento che è al tempo stesso un invito a continuare con determinazione la battaglia perché si arrivi alla verità e sia fatta giustizia sull’omicidio del nostro compagno.


Non solo: la famiglia sprona tutti, italiani e migranti, a proseguire le lotte per i diritti sindacali, politici e civili dei braccianti portate avanti da Soumaila Sacko. USB continuerà a fare la propria parte, iniziando fin da subito a chiedere un incontro al governatore Oliverio per discutere l’inserimento lavorativo e abitativo dei quasi 900 braccianti di San Ferdinando, distribuiti oggi la vecchia baraccopoli e nuova tendopoli.


Il testo della lettera della famiglia, in allegato, è stato diffuso questa mattina a Reggio Calabria in una conferenza stampa di USB, durante la quale è stato raccontato l’ultimo viaggio della salma fino a Sambacanou, il villaggio natale di Sacko, poche decine di abitanti nel comune di Diafounou Gory. Terra una volta prospera e dedita all’agricoltura, oggi desertica per via dei cambiamenti climatici.


Da lì, ha raccontato Aboubakar Soumahoro, era partito Soumaila Sacko, per continuare a fare l’agricoltore e a prendersi cura di terre ancora fertili. Come quella calabrese che invece Soumaila ha bagnato con il proprio sangue, versato dall’arroganza e dalla violenza della criminalità mafiosa.
A Soumaila Sacko l’Unione Sindacale di Base intitolerà il Codice etico del lavoro agricolo, che sarà presentato il 22 settembre a Foggia durante la prima Assemblea nazionale dei lavoratori agricoli. Un codice contro lo sfruttamento dei braccianti, i cui diritti sono finiti nel tritacarne della Grande Distribuzione Organizzata e del caporalato.


La raccolta fondi per Soumaila, per la moglie e la figlia di 5 anni, è arrivata a un totale di 51mila euro. La somma restante sarà utilizzata, insieme ai proventi delle iniziative di solidarietà che si sono svolte in varie città, per garantire un futuro alla moglie e alla figlia del nostro compagno. Una prima tranche è già stata inviata in Mali, alla madre e alla moglie. Il resto sarà erogato a scadenze regolari, come richiesto dai familiari.

Una parte della somma, infine, è stata utilizzata per il rimpatrio della salma, pagata da USB grazie alla mobilitazione dei cittadini, visto che nemmeno un centesimo è arrivato dalle istituzioni. Le relative ricevute sono a disposizione di tutti negli uffici romani dell’Unione Sindacale di Base.


Unione Sindacale di Base