17 dicembre 2018, ultimo aggiornamento alle 21.18
Insieme siamo imbattibili.

ThyssenKrupp, 11 anni dopo: non è possibile dimenticare, non è possibile accettare

Terni, 05/12/2018 12:54

Sono passati undici anni da quella maledetta notte, da quell'incendio alla ThyssenKrupp che ci portò via sette colleghi, bruciati vivi tra le fiamme della Linea 5, perché chi comandava aveva deciso che fosse inutile investire soldi nella sicurezza dello stabilimento di Torino, destinato alla chiusura.


Le responsabilità sono state individuate, con sentenza definitiva, nel 2016. I colpevoli sono:


Harald Espehnahn (9 anni e 8 mesi)
Gerald Priegnitz (6 anni e 10 mesi)
Marco Pucci (6 anni e 3 mesi)
Daniele Moroni (7 anni e 6 mesi)
Raffaele Salerno (7 anni e 2 mesi)
Cosimo Cafueri (6 anni e 2 mesi)


Ma ancora non si può mettere la parola fine, ancora i nostri colleghi e le loro famiglie non hanno ottenuto giustizia, perché ancora oggi i due manager tedeschi sono liberi.


Liberi, perché la Germania non ha concesso l'estradizione.


Liberi, perché dopo che la procura di Essen, accettando la richiesta del governo italiano di far scontare la loro pena in Germania, ha emesso un mandato di carcerazione, lo stesso non è stato ancora eseguito.


Non possiamo accettare che ancora oggi, chi è stato riconosciuto colpevole dell'omicidio di sette operai, viva tranquillo a riparo dalla giustizia.


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