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Airitaly: un miracolo inverso? Non c'è piano industriale credibile senza occupazione e un nuovo rapporto con i lavoratori

Nazionale,

Martedì Airitaly ha pubblicato un altro comunicato stampa annunciando l'apertura di un ulteriore nuovo volo da Milano Malpensa verso Chicago, che si unisce alle nuove rotte su Los Angeles, San Francisco e Toronto sempre dall'aeroporto lombardo.

E’ positivo che si parli finalmente di un progetto di espansione del network in particolare su un mercato pregiato come quello nord americano, ma USB valuterà questo piano sulla base di quanto sarà in grado di recuperare gli enormi danni prodotti dagli anni di drammatica ridimensionamento della Compagnia, avviando una nuova stagione di relazione con il proprio personale.

Se agli annunci enfatici su nuovi aerei e nuove rotte non si affianca un piano di recupero delle centinaia di licenziati, saremmo di fronte a un miracolo inverso dove allo sviluppo non corrisponde occupazione, una situazione che dovrebbe essere intollerabile anche per lo stesso governo italiano che si fece garante del pessimo accordo del 2016.
Invece la compagnia si rifiuta persino di procrastinare il termine del diritto di prelazione che finisce tra 6 mesi oppure non transa neanche con coloro che hanno già vinto la causa, ricorrendo addirittura in appello
Allo stesso modo, se non si affronta il tema dell'applicazione feroce di regole penalizzanti i lavoratori prodotti da un pessimo contratto in essere, come su salari, demansionamenti, part time, ferie, composizioni equipaggi, etc.., si sta costruendo qualcosa di poco credibile che non porterà nulla di buono se non belle parole sui comunicati stampa.

Le ambizioni di Airitaly a diventare un “major player sul mercato italiano”, come afferma, passano dagli investimenti ma anche dal ripristinare un rapporto corretto con i propri dipendenti. Le esperienze del passato hanno già dimostrato che una sfida del genere può essere vinta solo insieme ai lavoratori, mentre sono miseramente falliti tutti i tanti tentativi basati sul taglio del costo del lavoro. L'azionista qatarino faccia dunque tesoro del passato.

USB chiede quindi che la compagnia sblocchi da subito la discussione richiesta dalla nostra O/S sul recupero occupazionale e sui problemi di gestione denunciati ripetutamente, mentre ci aspettiamo la partecipazione di Airitaly al tavolo sulla riforma del trasporto aereo annunciato dal Ministero dei Trasporti per il prossimo mese di gennaio.

Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato – Trasporto Aereo