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In Lombardia il TPL viola la legge, sicurezza a rischio. USB scrive al prefetto di Milano

Nazionale,

 

 

L’unione Sindacale di Base scrive al Prefetto di Milano per sollecitare un intervento che possa garantire la sicurezza e l’ordine pubblico a bordo degli autobus di linea del trasporto pubblico locale, soprattutto su quelli che effettuano il servizio extraurbano e che percorrono le autostrade della Lombardia.

 

Questa iniziativa si è resa necessaria a seguito della situazione inconcepibile che riguarda tutto il personale di guida che presta servizio a bordo degli autobus della ditta MOVIBUS di Milano.

 

Questa azienda, al pari di molte altre aziende di trasporto pubblico italiane, ha deciso di dare disposizione ai propri autisti di trasportare i passeggeri in piedi su propri mezzi anche nei percorsi autostradali; cosa che riteniamo essere in palese violazione delle vigenti Norme legislative.

A “spalleggiare” l’azienda ci ha pensato l’Agenzia del TPL del Bacino di Milano che ha formalizzato la sua autorizzazione, modificando il proprio orientamento precedente; una scelta che dimostra una totale mancanza di buon senso, una grande superficialità nei confronti delle pesanti responsabilità che gravano in capo al  personale di guida,

 

L’azienda di trasporto milanese, forte di questa autorizzazione e infischiandosene della sicurezza dell’utenza ha sanzionato con 2 giornate di sospensione dal servizio e dalla paga  uno dei suoi autisti che si era rifiutato di partire con il suo bus carico di persone in piedi.

 

Il conducente, giustamente affermiamo noi, impiegato su una linea che prevedeva un percorso autostradale ha fatto scendere numerose persone dal bus, ben conscio delle proprie responsabilità penali e pecuniarie in caso di incidenti stradali; fermo restando che già per il fatto di guidare in tali condizioni è prevista una multa di 300 euro e la sottrazione di 2 punti dalla patente.

 

Una situazione paradossale che nasce da un'ambiguità contenuta nel decreto legislativo 150 del 2006 (che scaturisce da un norma europea), secondo cui sugli autobus che vengono utilizzati nelle linee extraurbane i viaggiatori seduti hanno l'obbligo di tenere le cinture di sicurezza allacciate ma si possono portare passeggeri in piedi mentre fanno servizio locale in ambito urbano!!!!! Delle due, una……..

 

In questa ambiguità l’Agenzia del TPL del bacino della Città Metropolitana di Milano autorizza il trasporto di persone in piedi, giustificando tale “bizzarra” decisione col fatto che siccome ci sono stati tagli ai finanziamenti, e quindi ai servizi, la gente bisogna comunque portarla a casa; quindi la sicurezza e l’incolumità degli utenti può benissimo passare in secondo ordine rispetto alla produzione di kilometri e quindi di profitti appellandosi in modo del tutto strumentale al “diritto costituzionale della mobilità”.

 

L’UNIONE SINDACALE DI BASE Lavoro Privato  ritiene che non siano giustificate ne condivisibili le scelte che possono potenzialmente ledere il diritto alla salute ed all’incolumità dei passeggeri, e quindi alla sicurezza dell’esercizio di trasporto pubblico.

 

Abbiamo intenzione di rispondere fermamente alla superficialità con la quale alcuni Enti istituzionali e le Aziende di TPL si sono approcciati a tale problematica in quanto non è pensabile che la legge possa essere interpretata in contrasto con dei principi fondamentali, come quello della sicurezza.

 

In allegato la richiesta di incontro inviata al Prefetto di Milano, alle agenzie di TPL e istituzioni competetenti.