14 aprile 2021, ultimo aggiornamento alle 09:57
Insieme siamo imbattibili.

I miracoli di Zingaretti: il Servizio Sanitario del Lazio “potenziato” diminuendo il numero degli infermieri

Roma, 26/02/2021 16:41

Dopo le poche risposte della Regione Lazio sulle assunzioni di personale infermieristico, lunedì 22 febbraio 2021 abbiamo attivato una ricerca per confrontare i dati. Il risultato è sconcertante! La previsione di uscite per pensionamento e quota 100 nel biennio 2019 – 2020 va ben oltre le 4000 unità di personale infermieristico.

Consideriamo che con tutta probabilità la pandemia ha aumentato i processi di uscita quota 100 del 2020 e ancora manca tutto il 2021. Lavoratori e lavoratrici che per un anno hanno operato a ritmi folli e che hanno davanti un altro anno in condizioni di lavoro estremo sceglieranno, con molta probabilità, di perdere qualcosa economicamente ma di garantire la propria salute psichica e fisica.

Intanto la graduatoria infermieri del Sant’Andrea è arrivata alla posizione 4780 a tempo indeterminato, ma di questi non tutti sono stati assunti in Regione Lazio. Gli stabilizzati con la riforma Madia, facendo invece già parte del personale ospedaliero, non incidono sulle variazioni.
Quindi a conti fatti, numero più numero meno, gli ospedali, le ASL e il servizio di emergenza Ares 118 stanno lavorando con lo stesso numero di personale infermieristico del 2018, che risultava già sottorganico per via del commissariamento e del blocco del turn-over. 

La condizione è generalizzata, e si allarga ad altre figure professionali e tecniche con graduatorie attive di idonei e le chiamate (dove sono state fatte) risultano ben inferiori alla copertura del turn-over e soprattutto lontane dai numeri previsti nel fabbisogno regionale del triennio 2020-2022 che dovevano servire ad aumentare gli organici. Altro che potenziamento della sanità regionale!

Zingaretti e D’Amato hanno sbandierato ai quattro venti le “migliorie” apportate al Servizio Sanitario Regionale. Ottima propaganda politica sulle spalle degli operatori sanitari, delle centinaia di precari chiamati a tempo determinato e messi nei reparti Covid, sui malati non Covid, sui contagiati e soprattutto sui morti, Covid o non Covid.


Dove c’è precariato è tutto precario… anche il governo regionale!

 

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