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Editoriale

Roma, cacciati in strada quattro bambini, di cui uno affetto da autismo. Nell'indifferenza del Comune

Roma,

Questa mattina polizia e ufficiale giudiziario sono arrivati in casa di Marina, alla Borghesiana, e hanno eseguito lo sfratto. Marina è madre di quattro figli, uno dei quali autistico. A luglio 2019 Marina si era incatenata in Campidoglio con altre 5 donne, con il sostegno di Asia USB per denunciare l’insostenibile situazione di chi si trova senza un tetto a causa di sfratti e sgomberi, oppure vive sotto la minaccia di finire per strada, come è accaduto oggi.

La storia di Marina certifica la politica fallimentare del buono casa e delle politiche abitative dell’amministrazione comunale di Roma, ma anche l'accanimento di alcuni dirigenti comunali che invece di trovare soluzioni all'emergenza casa trovano cavilli per ostacolare soluzioni.

Ricordiamo brevemente la vicenda: Marina, dopo essere stata sfrattata da una casa privata per morosità incolpevole, attiva nel 2016 il primo buono casa con il Comune.

A giugno 2018 viene sfrattata dalla banca, che era la vera proprietaria dell’immobile sul quale il Comune aveva attivato il buono casa. Marina, si mette alla ricerca di un altro alloggio, invia il nuovo contratto al dipartimento comunale che aveva avallato tutta l’operazione, ma poi tutto si blocca.

Da luglio 2018 a oggi il Comune di Roma non ha pagato l’affitto e il proprietario ha avviato una nuova procedura di sfratto. Si conclude così, con lo sfratto di questa mattina, un'assurda vicenda che fa emergere le vere responsabilità dell'amministrazione comunale, più interessata a condurre una guerra alle famiglie più deboli che a trovare soluzioni.

 

ASIA-USB