14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 20:59
Insieme siamo imbattibili.

«Servono interventi strutturali, non iniziative tampone»

Bologna, 21/08/2007 17:35
18 agosto 2007 - Il Resto del Carlino I RAPPRESENTANTI DEI SINDACATI NON FANNO SALTI DI GIOIA PER LA ’MOSSA’ DELLA QUESTURA di Matteo Naccari

Bologna -«ADESSO c’è l’allarme, lo faranno per un po’ di giorni, ma non credo che la Questura continuerà a scortare per sempre gli autobus, sono centinaia in giro ogni giorno». Giuseppe D’Ambrosio, controllore e segretario Sdl, non guarda con un particolare entusiasmo alla nuova iniziativa anti aggressione messa in campo dalla polizia. Ai sindacati, preme soprattutto che emergano risultati dal faccia a faccia di lunedì, nel quartier generale di via Saliceto. Un vertice sulla sicurezza al quale parteciperà il presidente di Atc, Francesco Sutti. Si parlerà pure dello sciopero, previsto per i primi di settembre.

«VOGLIAMO garanzie — afferma D’Ambrosio — perché la sicurezza sugli autobus è importante non solo per chi ci lavora, dagli autisti ai controllori, ma pure per i cittadini, i bolognesi che salgono sui mezzi». Ma le cabine blindate sono una soluzione? «Bisognerebbe discuterne con gli autisti — va avanti — perché significherebbe chiudere queste persone lì dentro, valutiamolo. Servono però interventi precisi. Ripeto, quello delle volanti di scorta è un’iniziativa utile, ma non credo che continuerà».

«L’ATC — sottolinea Maurizio Lunghi della Filt-Cgil — sa quello che vogliamo. Le richieste sono precise: cabine chiuse sui bus che fanno servizio di notte, tra i trenta e i quaranta, telecamere ai capolinea, tempi più rapidi nei collegamenti tra la centrale operativa Atc e le forze dell’ordine, per avere interventi rapidi in caso di bisogno. Le scorte della polizia? Deterrenti utili, ma servono iniziative continuative. Magari concentrando più risorse durante la notte: non dimentichiamo — conclude il sindacalista della Cgil — che il 70 per cento di episodi gravi si è verificato dopo le 21».

PER DANIELE Galletti della Faisa-Cisal, invece, i poliziotti di scorta sono «una misura esagerata». Poi chiama in causa l’azienda di via Saliceto: «Ci vogliono interventi strutturali, perché manca coordinamento con le altre istituzioni del territorio. E’ paradossale che spesso, quando i controllori chiamano i vigili per individuare un contravventore senza documenti si trovino spesso a dover mostrare i loro. L’Atc poi sottostima il fenomeno della violenza, che non riguarda solo le strade: anche nei depositi degli autobus si verificano sempre più spesso atti vandalici e furti». Per Italo Quartu delle Rdb si sta cercando di strumentalizzare i recenti episodi di aggressione ad autisti per«blindare o militarizzare il territorio». La cosa più semplice da fare, «sarebbe ripristinare il vecchio vetro scorrevole, in modo da consentire agli autisti di decidere o meno se blindarsi oppure no». Favorevole alle scorte Gianluca Neri della Uil: «E’ apprezzabile, finalmente qualcuno prova a fare qualcosa di concreto dopo settimane di chiacchiere, qualche segnale bisognava darlo. In questi ultimi giorni c’è stata tanta tattica politica ma nessuna strategia».

 

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