22 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 05:40
Insieme siamo imbattibili.

USB lancia un appello alla mobilitazione per la difesa dell'acqua pubblica

Terni, 08/07/2019 11:55
Che ne sarà della gestione dell’acqua quale bene primario e pubblico? Quale sarà il futuro dei lavoratori della SII?

Tariffe aumentate in modo iperbolico, Sindaci assenti, sistemi di potere trasversali che vanno consolidandosi a spese dei cittadini. Riduzione degli orari di apertura degli sportelli, una crescente burocrazia e una spinta ad utilizzare internet per l’accesso ai servizi, senza considerare i molti anziani che non ne hanno accesso o conoscenza e che vengono così posti in forte difficoltà.

 

Questa è solo la punta di un iceberg che nasconde in realtà la questione più importante: la volontà, di parte della politica, di privatizzare il Servizio Idrico Integrato!

 

Non scandalizzano pertanto le parole del Sindaco circa la volontà di vendere le quote del Comune di Terni nella SII perché ci è stata chiara fin da subito la continuità politica, nel segno delle logiche liberiste, con la vecchia amministrazione a guida PD.

 

È noto ormai che il colosso pubblico Acea sta organizzando un cartello di gestione idrica e dei rifiuti in tutto il centro Italia, spostando gli equilibri tra i soggetti di questo settore.

 

Gli operatori privati, per loro natura, non hanno certo interesse al bene comune o alla salvaguardia della risorsa, ma mirano esclusivamente al massimo profitto ed al risparmio, come si è evinto anche per la costruzione del nuovo acquedotto Terria-Pentima.

 

Acea sta dirottando il Servizio Idrico ad essere una semplice macchina produttiva, incurante del fatto che l'acqua è un bene primario e che un bene pubblico non dovrebbe essere pagato come lo stanno pagando i cittadini!

 

In più, i Sindaci del nostro territorio sono completamente assenti, sia dal punto di vista politico che fisico. Questo perché si vuole una SII svuotata dalla sua gestione pubblica e territoriale.

 

Poco importa della costituzione del Fondo di Solidarietà per le famiglie in stato di disagio socio-economico, ma il problema è che questi signori, che guadagnano svariate migliaia di euro al mese con le bollette dell'acqua, non si rendono conto che il disagio sta toccando tutti i cittadini, anche quelli che non rientrano nel Fondo.

 

Nel frattempo Acea, come un avvoltoio, attende che i soggetti pubblici collassino, per avventarsi su di loro e banchettare.

 

In questo contesto, quale futuro sarà previsto per i lavoratori del SII?

 

Come sindacato denunciamo con determinazione questo stato di cose e rilanciamo sul vero tema centrale: la difesa dell'acqua pubblica, nell'orizzonte della costruzione di una gestione partecipata e orizzontale di tale bene primario.

 

Chiamiamo pertanto alla mobilitazione di tutti coloro che, cittadini, associazioni, comitati, partiti, abbiano a cuore la gestione pubblica e popolare dei beni comuni!

 

Ricordiamo a tutti, che nel giugno 2011 ventisei milioni di italiani sono andati a votare per l’acqua pubblica!

 

In Italia purtroppo, troppo spesso, si tende a dimenticare.

 

 

 

Terni, 05 luglio 2019

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