Icona Facebook Icona Twitter Icona Instagram Icona Telegram Icona Youtube Icona Rss

Rai

Nasce la Unione Sindacale di Base in Rai S.p.A.: i lavoratori vogliono una ventata di aria nuova nell’azienda radio-televisiva pubblica

Roma,

Mancato rinnovo delle RSU, salari bassi e non adeguati all’inflazione, carenza di organico in ogni settore aziendale, tutele non sufficienti.

A fronte di queste e altre criticità, un gruppo di dipendenti della RAI, ritenendo non adeguato il lavoro svolto dalle sigle sindacali firmatarie dell’attuale CCL, ritiene necessario organizzarsi aderendo all’USB.

Da troppo tempo si è persa la dimensione generale del sindacato e la sua funzione di rappresentare il punto di vista d’insieme di tutto il movimento dei lavoratori, particolarmente importante nell’azienda concessionaria del Servizio Pubblico radiotelevisivo, dove al personale impiegato in particolar modo nel settore editoriale e di produzione, è richiesto tanto implicitamente quanto esplicitamente di aderire alle volontà del governo vigente, disinnescando così gli strumenti democratici che dovrebbero essere garantiti sul luogo di lavoro.

In RAI c’è un’intera generazione di lavoratori in apprendistato, che svolge il proprio lavoro esattamente come chi è inquadrato da più tempo ma con una retribuzione sensibilmente inferiore, che è portatrice di nuovi bisogni e che non si sente rappresentata. Una vera e propria forza propulsiva che può dara una spinta a cambiare la condizione di tutti.

USB vuole essere una forza sindacale che tuteli tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti nei processi aziendali della RAI, questo vuol dire creare una grande alleanza tra chi è assunto con contratto e chi è in appalto, facendosi garante del rispetto dei diritti di tutte e tutti, tanto dal punto di vista del mansionario quanto della retribuzione.

Vogliamo salari dignitosi adeguati alle mansioni e al costo della vita attraverso l’aumento della paga base di almeno 300€ netti al mese, vogliamo che sia garantito un maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio a 32 ore settimanali e il rispetto degli obblighi contrattuali sull’orario di lavoro.

La mancanza cronica di organico porta a un utilizzo eccessivo e sistematico dell’estensione dell’orario di lavoro, che troppo spesso induce alla rinuncia del giorno di riposo (mancato stacco) e, in casi limite, al mancato riposo di undici ore tra due turni consecutivi, senza contare il carico eccessivo di lavoro che grava sugli studi della produzione TV.

C’è bisogno di serenità e benessere sul luogo di lavoro, di garantire la giusta sicurezza e di attivare tutti gli strumenti specifici che servano a difendere i lavoratori e le lavoratrici da ogni tipo di discriminazione di genere, di orientamento sessuale, di gruppo etnico o religioso.

Con USB nasce in RAI la possibilità di dar vita ad una pagina completamente nuova sul piano dei diritti ma anche della voce che i lavoratori vogliono rappresentare nella gestione del servizio pubblico.

Unione Sindacale di Base