Icona Facebook Icona Twitter Icona Instagram Icona Telegram Icona Youtube Icona Rss

Editoriale

Piaggio, Gennaio 2020. L'accordo della vergogna

Pontedera,

Quando, come USB, abbiamo scritto il primo documento in merito alla “trattativa” il contratto integrativo del gruppo Piaggio, concentrammo la nostra attenzione su alcuni punti che giudicavamo rischiosi se inseriti in una trattativa così come era stata impostata da FIM, FIOM e UILM.


Sono passati due anni  e purtroppo le nostre preoccupazioni si sono dimostrate esatte. In uno stabilimento che lavora a pieno regime solo circa 7 mesi l'anno a fronte di qualche spicciolo la Piaggio potrà obbligare i lavoratori e le lavoratrici a lavorare il sabato (ovviamente nel periodo di produzione) e lasciarli a casa quando deciderà di farlo. In questo modo oltre alla cassa integrazione l'azienda si mangerà anche le giornate di lavoro degli operai. Nessuna rimodulazione delle trasformazioni da contratto part-time verticale a full-time nonostante le centinaia di uscite volontarie e nessun punto fermo sui licenziamenti dei precari storici. Una vittoria a tutto campo della dirigenza Piaggio che continuerà ad organizzare il lavoro nello stabilimento senza nessun vincolo. I sindacati firmatari dell'accordo cercano ovviamente di non parlare di questi aspetti ma concentrano la loro opera di convincimento degli operai sull'aspetto salariale. Allora affrontiamolo anche noi questo punto.


La Piaggio ha dichiarato, nel novembre scorso, un utile netto di 46 milioni di euro. Con l'aumento del premio previsto per il 2020 il gruppo ha investito sui suoi operai di Pontedera lo 0,9% del suo utile. Neanche l'1 %. Neanche un caffè al giorno.


Questo incentivo nel 2021 sarà di 40 euro lordi e nel 2022 55 euro. Dopo oltre 10 anni dall'ultimo rinnovo del contratto integrativo senza un euro di conguaglio, Colaninno ci regala la bellezza di 360 euro lorde. Ma non subito, il 1° aprile.


Per quattro spiccioli dovremmo regalare i sabati a questa azienda? Dovremmo concedergli almeno altre due procedure di mobilità per vedere i nostri colleghi che lavorano da anni con contratto part-time, entrare finalmente a full-time. Dovremmo stare in silenzio mentre la Piaggio licenzia decine di lavoratrici precarie per sostituirle con altri lavoratori altrettanto ricattati?


Il vero problema dello stabilimento di Pontedera è l'organizzazione del lavoro. Finchè a questa azienda sarà concessa sempre più flessibilità sempre più soldi pubblici (sottoforma di ammortizzatori sociali) sempre più mano libera da parte dei sindacati confederali, sarà difficile invertire la rotta. Ma l'occasione per lanciare un segnale forte esiste. Lo sciopero di venerdì è stato il primo passo. Da ora in poi dobbiamo continuare nella mobilitazione sindacale e boicottare il solito referendum pilotato organizzato da FIM, FIOM e UILM in un momento in cui non tutti gli operai sono a lavoro. Usb si opporrà, con tutti i mezzi a disposizione, per contrastare l'applicazione di questo accordo ed è pronta a dichiarare sciopero ogni qual volta i lavoratori saranno costretti a regalare alla Piaggio altre giornate di lavoro.

Come tutti ormai sanno stiamo portando avanti anche una vertenza relativa ai precari storici licenziati da Piaggio. Giovedì 23 Gennaio abbiamo avuto un incontro con  il sindaco di Pontedera proprio per discutere di questa situazione e quella dei part time verticali. Incontro positivo, il sindaco si è dimostrato disponibile e propositivo e ha annunciato un intervento congiunto con la Regione nei confronti della dirigenza. .

Su questo fronte, come USB, non ci arrenderemo e nonostante la probabile firma di questo vergognoso integrativo noi andremo avanti finché in Piaggio non si tornerà a parlare di occupazione e finché non sarà ridata la dignità a quelle lavoratrici  e lavoratori lasciati a casa dopo  15 anni di sacrifici..

 

 


Unione Sindacale di Base