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Sciopero generale

Sciopero generale 18/05/26. Soldi ai lavoratori e non alla guerra e al genocidio

Padova,

SCIOPERO GENERALE 18/5/2026 ORE 10.30 PRESIDIO DAVANTI A CONFINDUSTRIA PIAZZA ZANELLATO (centro direzionale La Cittadella) ORE 18 PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI PADOVA

SCIOPERO GENERALE 18/5/2026 

ORE 10.30 PRESIDIO DAVANTI A CONFINDUSTRIA

PIAZZA ZANELLATO (centro direzionale La Cittadella)

ORE 18 PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI PADOVA

USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio. La guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo, l’attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici impongono un salto di qualità nella mobilitazione.

La guerra entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie. 

Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi vive del proprio salario. Dopo anni di tagli, privatizzazioni e precarietà, oggi le risorse pubbliche vengono spostate dai bisogni sociali alle spese militari. 

La ricchezza prodotta dal lavoro viene concentrata nelle mani di grandi gruppi industriali, finanziari, energetici, tecnologici e bellici.  Alla maggioranza della popolazione vengono invece chiesti sacrifici, salari bassi, pensioni più povere, servizi peggiori, vite più precarie

Il 18 maggio fermiamo il Paese contro il genocidio che continua in Palestina e che oggi si estende agli altri Paesi aggrediti da Israele con il sostegno degli USA, contro il riarmo, contro la repressione, contro la complicità del Governo italiano e dell’Europa.

Chiediamo la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale e militare con lo Stato terrorista di Israele. Chiediamo l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra, il blocco di ogni fornitura militare, di ogni cooperazione industriale e tecnologica funzionale alla guerra, di ogni accordo che alimenti occupazione, genocidio, aggressioni militari e distruzione dei popoli. 

 

I SOLDI NON DEVONO ANDARE ALLA GUERRA MA AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI

    • La paga base prevista da ciascun contratto collettivo nazionale deve essere portata subito a 2.000 euro mensili, da erogare per tutte le mensilità, comprese tredicesima e quattordicesima. Che è la cifra minima necessaria per coprire i bisogni primari di una famiglia.

    • L'inflazione deve essere calcolata non sulla base dell'IPCA, ma dell'in­dice FOI che prende in considerazione anche i carburanti e le bollette.

    • Il salario minimo deve essere sancito per legge e deve essere di almeno 12 euro all’ora riferiti al minimo tabellare e al netto in busta paga.

    • Il part-time deve tornare ad essere una scelta volontaria .

    • I contratti a tempo determinato non possono durare più di un anno e devono essere ammessi solo due rinnovi.

    • La tassazione deve tornare ad essere progressiva (chi più ha, più paga) e vanno tassati i grandi patrimoni.

    

UNIONE SINDACALE DI BASE – LAVORO PRIVATO PADOVA