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Editoriale

USB Scuola a sostegno delle rivendicazioni dei docenti esiliati ed immobilizzati

Nazionale,

Il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito in Legge il 6 giugno 2020, conferma l’ipotesi di slittamento dei termini di chiusura delle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria al 20 settembre 2020.

I docenti esiliati che da anni fanno richiesta di assegnazione provvisoria per ricongiungersi ai familiari nelle proprie terre, si troveranno in enorme difficoltà, perché dovranno comunque prendere servizio il 1 settembre nella scuola di titolarità nell’attesa di sapere se avranno ottenuto o meno l’assegnazione provvisoria e trascorrere giorni e giorni nel limbo dell’incertezza tra sistemazioni provvisorie ed esborsi di risorse economiche per provvedere a vitto, alloggio e viaggi.

Si va delineando una situazione paradossale: da un lato, proprio in queste ultime ore, il governo non fa altro che discutere della sicurezza necessaria alla riapertura delle scuole e si susseguono ipotesi e controipotesi elaborate dal team di esperti del MIUR, dall’altro il ritardo nelle operazioni di assegnazione dei docenti sembra non destare alcuna preoccupazione, quando questi docenti (da anni ormai nell’ordine di almeno 30 mila) dovranno spostarsi in lungo e in largo da nord e a sud dello stivale, in barba a qualsiasi principio di sicurezza sanitaria.

Per questa ragione sosteniamo le rivendicazioni dei comitati e gruppi di docenti esiliati e immobilizzati che in questi giorni stanno a ragione chiedendo un intervento tempestivo da parte dell’amministrazione e delle forze politiche, affinché questo scenario venga evitato, al fine di ridurre il più possibile gli spostamenti di persone in fase di emergenza sanitaria e di attenuare i disagi esistenziali e materiali dei docenti che lavorano a chilometri di distanza dalle proprie province di residenza.

Ci sembra doveroso oltre che ragionevole anche perché la soluzione esiste ed è semplice: predisporre la presa di servizio dei docenti in attesa dell’esito dei risultati della mobilità annuale 2020/2021, on line o presso scuole polo individuate a livello provinciale (come è già accaduto negli ultimi due anni a Bari con provvedimenti dell’USP competente).

Riteniamo si debbano garantire le assegnazioni provvisorie in tempo a tutti i docenti emigrati dalle proprie regioni e che l’emergenza in atto più che ritardi burocratici dovrebbe produrre un aumento sostanziale degli organici di fatto dei docenti e degli ATA, per poi trasformarsi in una stabilizzazione in organico di diritto.

Su questi temi USB Scuola incontrerà il Ministero dell’Istruzione nella giornata di domani, 16 giugno, portando avanti il confronto sulla mobilità e sugli organici e come sempre avanzando proposte che mirano alla soluzione a breve e a lungo termine di un caos che risale all’ormai lontano 2015.