Mentre il Governo vara decreti "scatola vuota" sulla parità salariale, la realtà per le donne in Italia resta un percorso a ostacoli fatto di precarietà e rinunce. Non è un caso, è una scelta politica.
La realtà che il Governo ignora:
- Dimissioni forzate: Oltre 60.000 madri l'anno lasciano il lavoro perché mancano i servizi. Non sono scelte volontarie, è un'espulsione di massa dal mercato del lavoro.
- Part-time obbligatorio: Il 41% delle giovani madri è intrappolato in contratti ridotti e salari da fame perché lo Stato ha tagliato il welfare.
- Lavoro di cura invisibile: Le donne continuano a essere il "finto welfare" del Paese, costrette a supplire alle mancanze di asili e assistenza agli anziani.
- Premi negati: Contratti firmati anche da CGIL-CISL-UIL che escludono chi va in maternità dai premi di produzione.
Perché scioperiamo?
Perché mentre i prezzi corrono, i servizi pubblici chiudono e le risorse finiscono in armi e guerra, a noi restano solo le briciole di una parità di facciata.
Rivendichiamo:
- Salario Minimo e aumenti veri: Basta paghe da fame che alimentano il gender pay gap.
- Welfare Pubblico e Universale: Asili nido e servizi gratuiti per liberarci dal ricatto del lavoro domestico.
- Tutele reali: Stop alla discrezionalità dei padroni sulle nostre vite.
Il 9 marzo incrociamo le braccia contro la precarietà forzata e per un salario dignitoso. Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!
USB PI MEF