Da anni gli obiettivi fissati da Agenzia sono raggiungibili solo attingendo costantemente al lavoro straordinario e ad un tempo che, non confluendo nella banca delle ore (molti sono gli uffici che ancora non hanno adottato questo istituto), non viene né remunerato né tramutato in riposo compensativo, le cosiddette "ore eccedenti", corrispondenti, di fatto, ad un lavoro prestato ma non retribuito.
All’inizio di quest'anno USB ha richiesto ad Agenzia di quantificare tale monte ore riferito a dicembre 2025, per comprendere la portata del fenomeno. Ebbene i risultati sono stati, purtroppo, molto al di sopra delle previsioni.
A dicembre 2025 risulta infatti che le ore non retribuite (ore eccedenti) ammontano a 23.082 e coinvolgono un totale di 10.510 lavoratori e lavoratrici, ossia un terzo di tutto il personale in servizio presso Agenzia (vedi prospetto allegato con la situazione in ogni singolo ufficio).
Un dato che, nonostante l'enormità, risulta parziale se si pensa che in molti Uffici, le cosiddette ore eccedenti vengono regolarmente "tagliate" per prassi a fine di ciascun mese, avendo stabilito che il riporto al mese successivo non possa superare un tetto massimo, che può variare da 1 a 6 ore a seconda dell’ufficio.
L'USB, decisa a quantificare il fenomeno di tanto lavoro invisibilizzato, sul quale Agenzia conta per raggiungere i propri obiettivi, ad inizio del mese di aprile ha inoltrato, con istanza di accesso agli atti ai sensi della L. 241/90, la richiesta di approfondimento del primo dato fornito, per quantificare tutto il lavoro svolto regalato nel 2025.
È un dato che pretendiamo di conoscere considerato che Agenzia fissa i suoi obiettivi confidando su un lavoro che va oltre il normale orario di servizio e non retribuito che spesso viene spontaneamente prestato dal personale perché lo straordinario e la banca delle ore non vengono autorizzati o semplicemente non ci sono e il personale sente molto alta la pressione della valutazione.
Il clima negli Uffici è evidentemente peggiorato nel tempo, le cause quasi sempre legate ad un carico eccessivo di lavoro.
Gli obiettivi assegnati, infatti:
- non sono commisurati alle risorse disponibili in termini del monte ore teorico complessivo;
- si basano su TUM (tempi unitari medi) che non corrispondono al lavoro reale che ogni attività necessita;
- non fanno i conti con la recente normativa e le scelte organizzative che allungano le tempistiche di lavorazione mettendo il personale in grandissima difficoltà;
- non contemplano minimamente il malfunzionamento degli applicativi informatici, diventati appuntamento quotidiano;
- si realizzano sul ricatto del sistema della valutazione della performance.
Sono trascorsi 4 mesi dall'inizio dell'anno e il personale tocca con mano l'enormità dei budget assegnati anche per il 2026.
Obiettivi che si traducono in carichi di lavoro che sono aumentati del 30% rispetto al 2025, che fanno affidamento a tanto personale di recente assunzione che, come è normale che sia, non può ancora avere l'esperienza necessaria per ottimizzare il lavoro con i ritmi pretesi da Agenzia, a colleghi e colleghe ancora in prima formazione ed a personale di prossima immissione che necessiterà di un affiancamento da parte di lavoratori e lavoratrici di maggiore esperienza.
I numeri assegnati da Agenzia per il 2026 parlano chiaro. Obiettivi eufemisticamente definiti “sfidanti”, che invece risultano “irraggiungibili” in condizioni di lavoro ordinarie.
E mentre Agenzia si appresta a regolamentare lo “straordinario” e la “banca delle ore” con una nota già preannunciata che espliciterà i termini di fruizione dei due istituti, nulla dirà del fenomeno del lavoro non retribuito grazie al quale vengono raggiunti gli obiettivi dati.
Ma a quale prezzo per lavoratori e lavoratrici?
Ore e ore non pagate né compensate con equivalente tempo riposo e un aumento esponenziale del malessere negli uffici.
USB ha acceso i riflettori su un fenomeno per troppo tempo ignorato che può trovare soluzione con una gestione non rigida della banca ore, sul ridimensionamento dei carichi assegnati e sulla necessità di riforma contrattuale di diminuzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
USB PI Agenzie Fiscali