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Vigilanza // Sicurezza

Aeroporto di Torino-Caselle: grave incidente per un operatore della sicurezza. La gestione dei parcheggi e degli appalti di SAGAT mette a rischio i lavoratori

Torino,

Nella giornata di giovedì scorso un operatore della sicurezza in servizio presso lo scalo di Torino è stato travolto da un’auto mentre si recava al parcheggio gratuito adiacente alla stazione di Caselle-Aeroporto. L’impatto è stato devastante: nove vertebre fratturate, scapola e osso iliaco rotti, polmone schiacciato ed ematoma interno. Un infortunio gravissimo che segna nel corpo di un lavoratore le contraddizioni di un sistema che da anni denunciamo. 

Per noi non si tratta di un episodio slegato dal contesto organizzativo. Il lavoratore, come molti altri colleghi, è costretto a parcheggiare lontano dallo scalo perché l’unica alternativa è pagare oltre 40 euro al mese per il parcheggio gestito dalla società aeroportuale. Una cifra che, per operatori assunti con contratti part-time da 4 ore giornaliere e stipendi mensili tra i 600 e i 700 euro, equivale a quasi due giornate di lavoro. 

Questa è la realtà imposta da anni da SAGAT: una gestione orientata esclusivamente al contenimento dei costi e alla massimizzazione dei ricavi, che scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori l’intero peso dell’organizzazione. 

Le condizioni contrattuali nel comparto sicurezza all’interno dello scalo sono il frutto diretto delle richieste della società di gestione alle aziende di vigilanza in appalto: griglie orarie costruite per ottimizzare l’impiego di operatori, turnazioni spezzettate, impossibilità di programmare turni continuativi. Il risultato è un part-time strutturale, precarietà permanente e dimissioni di massa: su oltre cento operatori selezionati negli anni, circa la metà ha abbandonato il posto di lavoro. 

La gestione dei filtri di controllo dei passeggeri continua a seguire una logica “a fisarmonica”, con ampliamenti e compressioni del servizio finalizzati a pagare esclusivamente le ore strettamente necessarie, senza alcuna stabilizzazione degli organici. Una strategia che produce insicurezza sociale. 

Nel frattempo, i parcheggi hanno registrato aumenti dei costi superiori al 50% negli ultimi anni. I lavoratori sono messi di fronte a un’alternativa inaccettabile: pagare un costo sproporzionato rispetto al salario oppure ricorrere a soluzioni di fortuna, attraversando aree non adeguatamente protette per raggiungere gli stalli gratuiti della stazione ferroviaria. Non esistono, infatti, altri stalli gratuiti all’interno del sedime aeroportuale per poter parcheggiare la propria automobile, anche in considerazione del fatto che gli operatori spesso iniziano il turno di lavoro anche alle 4 e mezza del mattino e possono terminarlo dopo le ventitre con l’impossibilità di utilizzare i mezzi pubblici.

È in questo quadro che si colloca il grave incidente di giovedì. 

Non è più tollerabile che SAGAT continui a trincerarsi dietro la formula: “non siete miei dipendenti, rivolgetevi al vostro datore di lavoro”. I lavoratori operano quotidianamente all’interno dello scalo, utilizzano varchi e strumentazioni gestite dalla società aeroportuale, rispondono a un’organizzazione del lavoro definita nei fatti dalla committenza. Le responsabilità organizzative non possono essere eluse

Come USB chiederemo con urgenza un incontro alla società di gestione per affrontare: 

  • la gratuità o l’abbattimento dei costi dei parcheggi per tutti i lavoratori operanti nello scalo; 
  • la revisione delle griglie orarie imposte negli appalti per la stabilizzazione degli organici e la fine del part-time strutturale; 
  • la verifica della conformità dell’attuale modello organizzativo alla normativa vigente, anche in relazione al rischio di interposizione illecita di manodopera negli appalti ad alta intensità di lavoro. 

In assenza di un cambio radicale nella prossima gara d’appalto, siamo pronti ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie

La sicurezza non può essere garantita da lavoratori poveri, precari e costretti a mettere a rischio la propria incolumità per raggiungere il posto di lavoro. 

Lo scalo non può essere governato esclusivamente con la logica del profitto

Continueremo a batterci affinché dignità, salario e sicurezza tornino al centro.

USB Vigilanza