Questo quanto sta accadendo alla ASL di Bari capofila del concorso Regionale degli infermieri.
Diverse infermiere, iscritte al concorso, uscita la data delle prove concorsuali si sono accorte che per problemi legati a gravidanze a rischio o in prossimità del parto non avrebbero potuto presenziare alle stesse.
In totale “ingenuità” hanno inviato una PEC alla ASL di Bari allegando le certificazioni per comunicare l’impossibilità di presiedere al giorno delle prove e chiedendo, cosi come esprime la giurisprudenza, di fissare delle date suppletive.
Per Il Consiglio di Stato, infatti, la gravidanza, essendo un impedimento temporaneo, e non può tradursi in una causa definitiva di esclusione. Pertanto, la candidata ha diritto a svolgere la prova in un'altra data; ma questo, evidentemente, non vale per ASL Bari che ha risposto alle candidate:
“…l'Amministrazione ha pienamente considerato la situazione personale rappresentata e le motivazioni connesse allo stato di gravidanza…Tuttavia, il bando di concorso …non prevede la possibilità di differimento delle prove né lo svolgimento di prove da remoto, stabilendo espressamente che la mancata presentazione comporta l'esclusione dalla procedura, indipendentemente dalla causa dell'assenza.”
Ma non bastava e quindi nella nota di risposta ASL Bari è riuscita a peggiorare ancora di più la posizione di discriminazione nei confronti delle candidate:
“…Pertanto, nel rispetto delle disposizioni del bando e del principio di parità di trattamento tra tutti i candidati, non è possibile accogliere la richiesta di espletamento della prova con modalità differita o con modalità asincrona…”
Vorremmo specificare alla ASL che questa non è parità ma disparità di trattamento riservata alle infermiere candidate al concorso della Regione Puglia e che tale risposta rientra nei principi di discriminazione di genere; invece vincono ancora una volta supponenza e ignoranza di semplici norme di base dimenticando di essere un ente pubblico che di fatto rappresenta lo Stato.
Ci auguriamo che ASL Bari si renda conto del grave errore che sta commettendo.
Da parte nostra come sportello contro le discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro andremo fino in fondo per garantire i diritti troppo spesso invece violati.