Abbiamo ricevuto in queste settimane segnalazioni da alcuni lavoratori di Poste Italiane in merito a rischi concreti per la salute e la sicurezza cui sono esposti, con particolare riferimento al tema dell’emergenza caldo.
Nonostante la circolare regionale e le ordinanze pubbliche per le attività all’aperto nelle ore più calde, ci risulta che non siano state introdotte tutte le misure necessarie a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.
Ci riferiamo, in particolare, a problematiche e rischi riguardo le temperature elevate e le ondate di calore, rispetto alla mansione di portalettere, per chi consegna con motomezzo o automezzo: nessuna misura per chi lavora sotto il sole con motomezzo, con turni compresi nella fascia 7–21, su mezzi ovviamente privi di aria condizionata; nessuna rimodulazione degli orari, pur in presenza della circolare regionale che vieta l’attività lavorativa all’aperto dalle 12:30 alle 16:30. A ciò si aggiunge il rischio di sanzioni disciplinari per chi non riesce a terminare le consegne e richieste pressanti di ricorso allo straordinario.
Contrariamente a quanto previsto da Poste stesse, la borraccia termica non è stata consegnata a tutti e l’acqua non viene messa a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici durante il turno di lavoro.
In aggiunta, al personale non viene fornito abbigliamento adeguato, ad esempio abiti leggeri in fibre naturali, traspiranti e di colore chiaro, copricapo con visiera o a tesa larga e occhiali da sole con filtri UV.
Riteniamo che queste mancanze, da parte di Poste Italiane, rappresentino un grave rischio per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e riteniamo altresì grave l’assenza di misure preventive volte a contrastare le conseguenze da stress termico, nonostante le ordinanze pubbliche e le circolari che impongono di farlo.
Abbiamo inviato nei giorni scorsi a Poste Italiane una segnalazione a riguardo, ma senza ricevere alcuna risposta e, di conseguenza, abbiamo attivato i servizi ispettivi dell’AUSL.
Riteniamo inaccettabile che Poste Italiane, su un tema come quello della salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, si comporti come la peggiore delle multinazionali, ignorando quello che ormai anche l’INAIL certifica: l’aumento degli stati di malessere dovuti a stress termico che colpiscono i lavoratori a causa dell’incremento delle temperature nel periodo estivo, come sta avvenendo proprio in queste ore a Bologna.
USB è pronta ad attivare tutti gli strumenti necessari e a mobilitarsi affinché la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sia una priorità.
USB BOLOGNA