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Università USB Università di Reggio Calabria

ESTATE ALLA UNIVERSITA' MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA. ADOTTA UN PINGUINO!

Reggio Calabria,

Quando gli impianti di climatizzazione non funzionano – in tutto o in parte – invece di eliminare definitivamente il problema, questa estate ecco l’idea geniale: arriva lui, il Pinguino.

Gli Spheniscidae, comunemente chiamati pinguini, sono uccelli marini adattati al freddo estremo.

Vivono in Antartide, in Nuova Zelanda, in Australia, in Sud America, in Sudafrica, alle Galápagos… e, a quanto pare, anche all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Negli anni Settanta il “Pinguino” era un gelato. Poi è diventato una birra, una band musicale e, infine, il nome di un climatizzatore portatile.          
Ed è proprio quest’ultimo ad essere diventato, suo malgrado, il simbolo dell’organizzazione estiva del nostro Ateneo.

Perché quando gli impianti di climatizzazione non funzionano – in tutto o in parte – invece di eliminare definitivamente il problema, questa estate ecco l’idea geniale: arriva lui, il Pinguino.

Il nostro Pinguino, molto rumoroso, però ha anche una dote speciale: lavora… con la finestra aperta!

Infatti il grosso tubo di espulsione dell’aria calda esce semplicemente dalla finestra, senza una canalizzazione dedicata né una chiusura ermetica.    
Mentre il Pinguino prova faticosamente a raffreddare l’ufficio, dalla stessa apertura il caldo esterno rientra con educata puntualità.

L’importante è poter dire che “una soluzione è stata trovata”.

Una sfida continua. Quasi una gara di resistenza tra il climatizzatore e l’estate reggina.

Non sappiamo chi vincerà. Sappiamo però chi paga la bolletta.

Sul proprio sito istituzionale la Mediterranea indica tra i pilastri della propria Terza Missione l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e il dialogo con il territorio. Forse è arrivato il momento di aggiornare anche il catalogo delle buone pratiche.

La vera innovazione energetica della Mediterranea sembra infatti essere il “raffrescamento condiviso”: una parte dell’aria fresca resta negli uffici, l’altra viene generosamente restituita all’ambiente attraverso finestre aperte e tubi di scarico. Un esempio concreto di Terza Missione.

Peccato che, più che trasferimento di conoscenza, assomigli a un trasferimento di aria condizionata.

Del resto, ogni estate si ripete lo stesso copione.

Gli impianti si fermano.

Le temperature negli uffici diventano difficilmente sopportabili.

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU segnalano puntualmente le criticità.

Quest’anno il Lotto D del DiGiES offre persino uno spunto di riflessione.

Nello stesso edificio, nelle stesse giornate, con le stesse temperature, alcuni lavoratori sono stati autorizzati a svolgere l’attività in lavoro agile perché gli ambienti risultavano incompatibili con condizioni di lavoro dignitose.

Altri colleghi, che operano nei locali del Lotto D ma afferiscono ad altre strutture dell’Ateneo, sono invece rimasti in presenza.

È una scoperta scientifica di assoluto rilievo. A quanto pare, il caldo distingue gli uffici.

O forse distingue i lavoratori.

Evidentemente anche le ondate di calore seguono disposizioni organizzative.

Ma il vero protagonista di questa storia è un altro: il tabù del lavoro agile.

Lo strumento esiste. È previsto dalla normativa, dal Regolamento di Ateneo sul lavoro agile (DR n.260/2023). È stato pensato proprio per garantire la continuità dell’attività amministrativa anche in presenza di situazioni impreviste o emergenziali. Eppure continua ad essere trattato come un’eccezione da concedere con il contagocce, quasi fosse un favore e non un modello organizzativo moderno.

Così, invece di ricorrere tempestivamente allo strumento più semplice, più economico e più efficace per tutelare salute, sicurezza e continuità dei servizi, ci si ostina a rincorrere l’emergenza con soluzioni provvisorie.

Il Pinguino diventa quindi il simbolo perfetto di una gestione che preferisce mettere una toppa piuttosto che risolvere definitivamente il problema.

E dire che il caldo, a Reggio Calabria, non è certo un evento imprevedibile.

Qui l’estate non finisce con il calendario. Chi vive questa città sa bene che settembre è spesso soltanto il prolungamento di agosto.

Anzi, la tradizione popolare insegna che proprio nei giorni delle festività in onore della Madonna della Consolazione torna puntualmente il proverbiale “caldo di Festa Maronna”: un richiamo che ogni reggino conosce fin da bambino.

Per questo sorprende che ogni anno il caldo riesca ancora a cogliere impreparata l’Amministrazione.

Non servono altri Pinguini (tattici?). La soluzione non è l’acquisto di altri Pinguini.

Sempre nelle stesse condizioni.

Sempre con le stesse installazioni.

Sempre con gli stessi risultati.

Perché un Pinguino può essere una soluzione d’emergenza. Dieci Pinguini installati male diventano semplicemente un’emergenza più costosa.

Non servono interventi tampone destinati a durare il tempo di una stagione.

Non servono altre estati affrontate come se fossero eventi eccezionali.

Servono impianti efficienti.

Servono manutenzioni programmate.

Servono criteri uniformi e trasparenti.

Serve il coraggio di utilizzare senza pregiudizi il lavoro agile quando le condizioni ambientali lo rendono necessario, senza creare lavoratrici e lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.

Perché il problema non è il caldo.

Il problema è continuare a farsi trovare impreparati davanti a qualcosa che, ogni anno, arriva con la stessa puntualità.

Sei un lavoratore della Mediterranea?

La temperatura del tuo ufficio è al limite della tollerabilità?

L’impianto di climatizzazione è fermo?

Ti hanno consegnato un climatizzatore portatile sperando che basti?

Adotta un Pinguino!

Dalla zoologia al gelato.

Dalla musica alla birra.

Fino agli uffici della Mediterranea.

Ormai un Pinguino non si nega a nessuno.

Peccato che, invece di raffreddare gli uffici, rischi solo di raffreddare la fiducia dei lavoratori nella capacità della governance di programmare, decidere e prevenire.

E questa, purtroppo, non è satira.

È cronaca.

 Continueremo a vigilare affinché siano garantite condizioni di lavoro conformi alla normativa in materia di salute e sicurezza e siano adottate misure organizzative uniformi per tutto il Personale interessato.

 

p/USB PI - Università Mediterranea di Reggio Calabria -

Giuseppe Toscano