ome USB-TAXI il 1 giugno 2026 abbiamo richiesto al Garante per la protezione dei dati personali, la valutazione di un’istruttoria relativamente alla procedura di Uber denominata "Audio Recording". Un meccanismo che riguarda il sistema di registrazione audio e tracciamento della piattaforma statunitense.
Ora il Garante italiano ha deciso di attivare la procedura di cooperazione europea (Art. 60 GDPR), riguardo il trattamento transfrontaliero di dati personali, trasferendo gli atti all'Autorità di controllo capofila (spagnola). È un primo importante passaggio in quanto formalizza che questa modalità deve essere “fattivamente attenzionata”.
USB-TAXI, ha confermato l’interesse a procedere, portando la contestazione su scala continentale.
La non archiviazione di questa nostra segnalazione, ma anzi l’ampliamento dei soggetti coinvolti, è un risultato importante e implica che ci sono aspetti sui quali non si può tacere.
Tra l’altro, in questo momento è una vicenda che per certi versi travalica il settore del TPL non di linea e investe la libertà di tutti i cittadini. Viviamo in un clima di progressiva erosione dei diritti, e chi governa dimostra uno strabismo paradossale. Da un lato un’ossessiva attenzione nel restringere le libertà individuali, arrivando ad azioni di controllo e schedatura preventiva dei cittadini — perfino prima delle manifestazioni di piazza —, poi però si chiudono entrambi gli occhi di fronte alle multinazionali che accumulano profitto (spesso trasferito in paradisi fiscali) e catalogano vite, usi e abitudini anche personali dei cittadini, con trasferimento d’informazioni sensibili su server esteri (extra UE) con giurisdizioni sovranazionali e norme come l'U.S. CLOUD Act, con buona pace delle affermazioni di una sovranità nazionale, che invece si rivela succube di interessi finanziari sovranazionali.
Rischiamo di ritrovarci in un “grande fratello orwelliano” perfino privato, che cataloga le persone in funzione della loro capacità di spesa e seleziona l’accesso ai servizi pubblici in maniera scandalosa. Rispetto a questo modello USB-TAXI rispedisce al mittente qualsiasi ipotesi di compromesso, non ci sono mezze misure o accordi.
La prospettiva di una schedatura digitale è qualcosa che non possiamo accettare in nessuna forma.
Nel confermare quindi la nostra richiesta di procedere, abbiamo ribadito l’assoluta contrarietà a qualsiasi profilazione e/o acquisizione, attraverso qualunque modalità, di conversazioni o informazioni relative ai passeggeri e ai loro spostamenti. Ribadendo la necessità di verifica attraverso “audit pubblici” del rispetto di tutte le norme, comprese quelle riguardanti la cancellazione certa (Art. 17 GDPR).
USB-TAXI non intende fare nessun passo indietro e presteremo la massima attenzione su ogni ulteriore passaggio in attesa degli sviluppi. Nelle piazze o dentro un'automobile, la profilazione o schedatura dei cittadini va impedita.
La privacy è un diritto fondamentale, non merce di scambio.
“Affermare di non aver nulla da temere dalla violazione della privacy equivale a rinunciare alla libertà di parola perché tanto non si ha nulla da dire.”
USB-Taxi