01 luglio 2022, ultimo aggiornamento alle 03:18
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Il 25 giugno l'appuntamento è doppio: al mattino "Salario minimo, lavoro povero, rappresentanza" e nel pomeriggio "Abbassate le armi, alzate i salari"

Nazionale, 16/06/2022 14:23

Sabato 25 giugno sono previste a Roma due importanti iniziative. La mattina al Hotel Hive (Via Torino, 6) un Convegno sul lavoro povero, il salario minimo e il diritto alla rappresentanza organizzato dal Centro di Iniziativa Giuridica Abdel Salam (CEING) in collaborazione con l’USB nel quale si affronteranno da una prospettiva giuslavorista la questione della legge sui minimi salariali e le implicazioni che essa comporta sul tema della rappresentatività delle organizzazioni. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14 al The Bullding Hotel (Via Montebello, 126) ci sarà invece l’assemblea Abbassate le armi Alzate i salari che affronterà i temi dell’autunno che si avvicina a partire dalla condizione operaia e nella prospettiva di una larga alleanza sociale e politica per cacciare il governo Draghi.

Due appuntamenti diversi, uno più destinato agli addetti ai lavori e centrato a sviscerare in profondità temi di non semplice lettura e interpretazione, e l’altro che vuole affrontare l’attualità a partire dalla condizione di chi lavora, per lanciare una proposta di azione e di lotta all’altezza delle sfide che abbiamo davanti.

Se il taglio delle due iniziative è decisamente diverso, la prospettiva invece è la stessa. Proporre una chiave di lettura di quello che accade a partire dalla condizione di chi lavora, dal peso dello sfruttamento che subisce, da quanto percepisce come salario, dalle difficoltà che incontra ad organizzarsi e a vedere riconosciuti i propri diritti più elementari. Compreso quello a scegliersi liberamente l’organizzazione sindacale che vuole, il diritto quindi ad essere rappresentato e ad agire collettivamente per affermare diritti oggi negati e calpestati.

A fare da cornice c’è il nuovo clima prodotto dalla corsa al riarmo e dalla guerra in Ucraina e la scelta del governo di piegare il PNRR e tutta la manovra economica alle esigenze di una concorrenza internazionale sempre più violenta. Salto di qualità della situazione che costringe a bruciare le tappe e a costruire in fretta un largo fronte sociale e popolare che mandi a casa Draghi e il clima da regime che ha imposto al paese.

Operai della catena del valore, dalla logistica ai porti alle fabbriche fino alla grande distribuzione, studenti, stagionali e braccianti, lavoratori dei servizi e del settore pubblico, abitanti dei quartieri popolari. Ecco la geografia di una larga alleanza sociale e popolare che può invertire la rotta e che può funzionare da riferimento per una proposta forte e radicale per l’autunno.

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