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Trasporti // Trasporto locale

TPL Calabria, USB: esclusa dal confronto sulla Riforma mentre la Regione prepara il territorio e terreno al mercato

Catanzaro,

USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale denuncia il metodo opaco e discriminatorio con cui la Regione Calabria sta gestendo l'esame della proposta di legge sul nuovo TPL regionale.

La Quarta Commissione del Consiglio regionale ha convocato per il 3 agosto istituzioni, associazioni, aziende e sindacati di settore, escludendo USB, organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa e presente anche presso il CNEL. Pochi giorni dopo la stessa Commissione ha invitato separatamente una sigla di rilevanza solo territoriale.

«Non contestiamo il diritto di altre sigle a esprimersi — dichiara USB — ma il criterio con cui la Regione sceglie i propri interlocutori: quando gli inviti sono discrezionali, il confronto istituzionale rischia di ridursi a pratica di "amichettismo" politico-sindacale». Un'eventuale convocazione tardiva, aggiunge USB, non sanerebbe il metodo scorretto già adottato.

Anche i tempi sono indicativi: presentata il 17 luglio, la proposta è stata calendarizzata in audizione appena 17 giorni dopo, a fronte di un dossier di migliaia di pagine.

Nel merito, la legge istituisce AMCAL, agenzia pubblica a cui vengono accentrati programmazione, gare e controllo dei servizi. Ma dietro la veste pubblica, denuncia USB, si profila un impianto di partenariato pubblico-privato, finanza di progetto e apertura al libero mercato: la Regione programma e controlla, mentre l'esercizio dei servizi passa ai privati, con il rischio che i costi ricadano su lavoratori e qualità del servizio.

Il quadro finanziario aggrava la situazione: il Governo prevede di trasformare il Fondo nazionale TPL in compartecipazione IRPEF, con una possibile decurtazione di circa 240 milioni. La proposta calabrese, tuttavia, continua a fondarsi su quello stesso Fondo e su soli 38,6 milioni annui di risorse regionali autonome per 2027-2028, senza nuovi stanziamenti a copertura del rischio. Il testo subordina persino i livelli ottimali del servizio alla "compatibilità con le disponibilità di bilancio".

«L'apertura al mercato non è una soluzione — conclude USB — ma il meccanismo attraverso cui la scarsità di risorse si traduce in tagli alle corse, aumento delle tariffe, peggioramento dei turni e abbandono delle aree interne».

USB chiede la sospensione dell'iter e un confronto reale, con tempi adeguati e criteri trasparenti. Rivendica un gestore unico regionale interamente pubblico, capace di integrare ferro e gomma, tutelare l'occupazione e garantire il diritto alla mobilità su tutto il territorio calabrese.

USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria