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Sciopero generale // Lavoro privato

USB CANILI DI ROMA CAPITALE: ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 30 OTTOBRE 2026 - PIU' WELFARE, PIU' SALARI, PIU' SERVIZI PUBBLICI. MENO SPESE MILITARI

Roma,

L'assemblea sindacale che si è tenuta in data 19/10/2026 presso il canile di Ponte Marconi a Roma ha deliberato l'adesione dei lavoratori e delle lavoratrici dei Canili di Roma Capitale allo Sciopero Generale proclamato da USB per il 30 ottobre. Questa decisione assume un significato particolarmente importante in una fase cruciale per il futuro del servizio e delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori. Dopo anni di affidamenti esterni e gestione attraverso il sistema degli appalti, i canili comunali di Roma si avviano verso un percorso di piena internalizzazione e di ritorno alla gestione pubblica. Un passaggio che USB ha sempre sostenuto e rivendicato perchè rappresenta una scelta in grado di restituire centralità all'interesse pubblico e alla funzione sociale di un servizio essenziale per la città. Tuttavia, il ritorno alla gestione pubblica non può limitarsi a un cambiamento formale dell'assetto organizzativo.

L'internalizzazione deve diventare l'occasione concreta per affrontare e risolvere le criticità che da anni gravano sulle condizioni di lavoro del personale. Ancora oggi gli operatori e le operatrici dei canili svolgono mansioni qualificate e caratterizzate da rilevanti responsabilità nella gestione sanitaria, assistenziale e relazionale degli animali ospitati, senza che tali competenze trovino un adeguato riconoscimento negli inquadramenti professionali e nel trattamento economico. I salari continuano a essere insufficienti rispetto al costo della vita e al crescente impoverimento del lavoro nel nostro Paese. Le condizioni operative restano spesso gravose, aggravate da una cronica carenza di personale che ricade quotidianamente sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Per USB è indispensabile che il processo di internalizzazione rappresenti anche un'occasione di giustizia sociale e professionale: servono risorse per valorizzare il personale, adeguare gli inquadramenti alle mansioni effettivamente svolte, aumentare i salari e garantire organici adeguati ai reali fabbisogni del servizio. La lotta al randagismo, spesso indicata come uno dei risultati più significativi delle politiche cittadine sul benessere animale, non può essere raccontata ignorando le condizioni di chi quel risultato lo rende possibile quotidianamente. Se Roma rappresenta oggi un modello positivo nel panorama nazionale, questo è merito anche del lavoro, della professionalità e della dedizione delle operatrici e degli operatori dei canili. Ma le lavoratrici e i lavoratori dei canili non scioperano soltanto per sè stessi. Scioperano perchè ritengono sia arrivato il momento di affermare con forza il valore pubblico e sociale del loro lavoro e la centralità del servizio che ogni giorno garantiscono alla città di Roma. Resta infatti aperta una contraddizione che non può più essere ignorata: mentre aumentano le spese militari e si destinano risorse crescenti al riarmo, continuano a essere insufficienti gli investimenti nel welfare, nei servizi pubblici e nella tutela degli animali. La difesa del lavoro, dei salari e dei servizi pubblici passa anche attraverso la tutela degli animali e il sostegno alle famiglie che scelgono di adottarli. Mentre aumentano i costi delle cure veterinarie, dei farmaci e del mantenimento degli animali, il Governo continua a non prevedere un sistema nazionale strutturale di sostegno economico per chi adotta cani e gatti provenienti dalle strutture pubbliche o convenzionate.

Le misure oggi esistenti rimangono limitate e frammentarie e non rappresentano una risposta adeguata ai bisogni delle famiglie. Adottare un animale proveniente da un canile pubblico non deve diventare un privilegio riservato a chi dispone di maggiori disponibilità economiche. A Roma, inoltre, la realizzazione del nuovo ospedale veterinario pubblico di Muratella e il dibattito sulle dotazioni e sulle risorse necessarie alla sua piena operatività ripropongono con forza il tema degli investimenti pubblici nel settore. Un'infrastruttura sanitaria moderna deve essere accompagnata da finanziamenti certi, personale adeguato e prestazioni realmente accessibili anche alla cittadinanza. Parallelamente, il Canile Ponte Marconi necessita di ulteriori interventi di riqualificazione, del rafforzamento degli organici e della valorizzazione delle professionalità impegnate quotidianamente nell'accoglienza, nell'accudimento, nel recupero e nei percorsi di adozione degli animali. Non basta investire nelle strutture se non si investe anche nelle persone che le rendono vive e funzionanti. Per USB è necessario verificare le risorse disponibili, le eventuali economie di spesa e le possibilità di reinvestimento nel rafforzamento dei canili comunali, garantendo trasparenza, partecipazione e controllo pubblico nel percorso di internalizzazione. La vertenza dei Canili di Roma Capitale è parte integrante di una battaglia più generale che riguarda milioni di lavoratrici e lavoratori: salari bassi, precarietà, carovita, insufficienza del welfare pubblico e progressivo definanziamento dei servizi essenziali. Per questo il 30 ottobre le lavoratrici e i lavoratori dei Canili di Roma Capitale aderiranno allo Sciopero Generale USB.

• Per salari dignitosi.

• Per organici adeguati.

• Per la piena valorizzazione del lavoro.

• Per il riconoscimento professionale degli operatori.

• Per un welfare pubblico che metta al centro persone, animali e servizi.

• Perchè le risorse pubbliche devono essere destinate ai bisogni collettivi e non all'economia di guerra.

 

Non solo internalizzazione ma diritti, salari, riconoscimento professionale e dignità per chi ogni giorno si prende cura degli animali della nostra città.

 

USB Lavoro Privato - Canili di Roma Capitale

 

NOTA ALLA CITTADINANZA L'adesione delle lavoratrici e dei lavoratori dei Canili di Roma Capitale allo Sciopero Generale del 30 ottobre si svolgerà nel pieno rispetto del benessere e della tutela degli animali ospitati nelle strutture comunali. Pur esercitando il proprio legittimo diritto di sciopero, le lavoratrici e i lavoratori garantiranno tutte le attività essenziali e indispensabili finalizzate alla salute, alla sicurezza e all'accudimento degli animali, secondo l'organizzazione di cui vorrà dotarsi il Gestore nel rispetto della normativa. Lo sciopero non sarà quindi a carico degli animali, che continueranno a ricevere tutte le cure necessarie. Diversamente, non sarà garantita l'apertura al pubblico delle strutture nè lo svolgimento delle attività rivolte all'utenza che non rientrano tra i servizi essenziali. Le visite, gli accessi ordinari e le attività aperte al pubblico potranno pertanto essere sospesi per l'intera giornata di sciopero. Le lavoratrici e i lavoratori dei canili non scioperano contro la cittadinanza nè contro gli animali affidati alle loro cure, ma scioperano per ribadire che non può esistere un vero benessere animale senza il rispetto, la valorizzazione e la giusta retribuzione di chi quel benessere lo garantisce ogni giorno.