In pochi giorni le studentesse e gli studenti di Firenze hanno trasformato la loro rabbia in organizzazione. Dopo il corteo di venerdì 16 ottobre e l’occupazione del Gramsci, una dozzina di Istituti è stata occupata con un comunicato comune che denuncia circa 620 milioni di tagli alla scuola pubblica nel triennio 2026-2028, decisi da un Governo che sceglie di investire nella guerra.
USB Firenze sostiene queste occupazioni, perché le ragioni che le muovono sono le stesse che ogni giorno portano lavoratrici e lavoratori a scioperare contro salari poveri, precarietà e servizi pubblici smantellati.
La scuola si è trasformata negli anni in un meccanismo aberrante di produzione di manodopera precaria, educata all’accettazione della frustrazione e della stessa precarietà. Una scuola che produce le divisioni di classe funzionali al mercato del lavoro. Una scuola che nega il diritto alla formazione libera, come dimostra il dispositivo Valditara che nega persino l’educazione sessuo-affettiva.
Chi studia e chi lavora fa parte dello stesso blocco sociale. Le figlie e i figli delle famiglie che arrivano a fatica a fine mese vedono oggi le proprie scuole cadere a pezzi mentre i fondi vanno alle armi, e domani entreranno in un mercato del lavoro caratterizzato da contratti a termine e sfruttamento.
Per questo l’alleanza di classe tra studenti e lavoratori è una necessità politica, l’unico modo per opporsi a ricchi, potenti e guerrafondai che stanno scaricando su di noi il costo delle loro scelte.
Esprimiamo piena solidarietà alle studentesse e agli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana . Secondo il racconto di chi era dentro, la notte tra il 19 e il 20 ottobre la dirigente ha chiamato i carabinieri, si è rifiutata di leggere il comunicato dell’occupazione e di aprire qualsiasi confronto, e ha minacciato carcere e denunce. Poi ha scritto alle famiglie parlando di “sconosciuti” introdotti illegalmente nell’edificio, quando le ragazze e i ragazzi che hanno occupato frequentano quella scuola ogni giorno! Presentarli come estranei serve a cancellare il fatto che a protestare sono gli studenti stessi, con le loro ragioni.
Respingiamo il paternalismo di chi si rivolge ai giovani accusandoli di non capire, e di chi vorrebbe ascoltarli solo dopo averli divisi tra buoni e cattivi.
Le studentesse e gli studenti sanno benissimo di cosa parlano! perché le scuole che cadono a pezzi le vivono ogni giorno.
Respingiamo anche la narrazione istituzionale e di governo, perché la stessa politica che finanzia il riarmo, nega poi a ragazze e ragazzi gli strumenti per parlare di consenso, relazioni e violenza di genere, pretendendo di insegnare loro come si protesta.
L'unica divisione che noi conosciamo e accettiamo è quella tra sfruttatori e sfruttati.
Per questo il 30 ottobre saremo in sciopero generale, dai porti alle scuole agli ospedali e in ogni luogo di lavoro, contro guerra, riarmo e carovita. Invitiamo studentesse e studenti a scendere in piazza con noi e con tutte e tutti, perché nelle scuole come nei luoghi di lavoro la lotta è una sola, contro chi si arricchisce con guerra e contro le nostre vite.
Firenze 30 ottobre ore 10:00, piazza Bambine e Bambine di Beslan
SCIOPERO GENERALE CONTRO GUERRA E CAROVITA
Aderente
alla FSM