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La fanfara stonata del ministro Bongiorno

Roma,

In questi giorni 3507 nuovi assunti hanno preso servizio presso l’INPS.

Senza dubbio un buon segnale, ma che nella sua portata va ricondotto alla realtà vera della Pubblica Amministrazione. Queste assunzioni, e quelle che seguiranno nelle altre amministrazioni e nella Scuola, non rappresentano un segnale di rilancio per il settore pubblico, ma l’ossigeno indispensabile per cercare di non perdere il paziente. Perché la situazione della Pubblica Amministrazione, dopo più di dieci anni di cure “europee”, è proprio quella di un paziente molto, ma molto grave. Non siamo noi a dirlo, ma sono le dirigenze degli enti pubblici che hanno dichiarato pubblicamente di essere al collasso per carenza di organico.

Per questo valutiamo queste prime assunzioni come un buon segnale, ma nulla di più. Per come è ridotta la PA, 3507 assunzioni sono una goccia nel mare. Per parlare di rilancio e di investimenti serve molto di più. Per questo stona la fanfara con la quale il Ministro Bongiorno si sta vendendo queste assunzioni.

Stona la raccomandazione ai nuovi assunti di “non guardare l’orologio, ma gli obiettivi”, senza preoccuparsi di mettere questi lavoratori, e quelli che verranno assunti in seguito nelle altre amministrazioni, in condizione di svolgere la loro funzione al servizio della collettività.

Stona il solito riferimento alle performance e alla produttività, in una categoria con il contratto scaduto e senza le risorse necessarie per rinnovarlo, con un ordinamento professionale arcaico, senza prospettive di carriera, afflitta dal fenomeno del mansionismo e dalla precarietà.

Stonano le impronte digitali e la videosorveglianza che criminalizzano un’intera categoria che tutti i giorni mette la propria faccia per coprire i disservizi causati dalle politiche di taglio che tutti i governi hanno praticato nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Insomma, caro Ministro, i cittadini e i lavoratori pubblici, non hanno bisogno di fanfare, soprattutto se sono stonate.