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Casa

Asia-Usb ottiene risultati concreti: sospensione e revisione su richiesta delle cartelle di Roma Capitale

Roma,

Ottima manifestazione ieri sotto il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma capitale, dove centinaia di inquilini sono accorsi a protestare contro l'invio di somme elevate, in alcuni casi riferite anche a più di 30 anni fa. La mobilitazione ha prodotto dei risultati, la revisione anche caso per caso delle contestazioni e la sospensione dei termini di esecutività, ossia le "buste verdi" non diventeranno automaticamente cartelle esattoriali in caso di documentata contestazione (anche in forma semplice). Più problematica la prescrizione, laddove siano presenti gli atti interruttivi, e la transazione. Quest'ultima in particolare necessita di un supporto normativo che però in consiglio regionale sarebbe già stato bocciato. Se così fosse la Destra non avrebbe teso una mano alla povera gente destinataria delle richieste del Comune.

Non possiamo che esprimere soddisfazione per la manifestazione tenutasi ieri, sotto la sede del Dipartimento al Patrimonio ed alle Politiche Abitative di Roma Capitale, avente come tema le ormai celebre “cartelle pazze”, ossia le richieste di ingenti somme da parte del Comune di Roma a più di 16 mila nuclei familiari abitanti nelle case popolari. Innanzitutto è una soddisfazione vedere al nostro fianco centinaia di persone, con la consapevolezza che si tratta di un inquilinato con particolari caratteristiche: molti anziani e anche malati, nonché famiglie con redditi bassi che difficilmente possono rinunciare a un pomeriggio di lavoro. Ma anche soddisfazione per i contenuti che siamo riusciti a esporre, andando oltre i soliti stereotipi sugli inquilini delle case popolari e più in generale di Patrimonio Pubblico, contestando non solo nel merito gli errori contenuti nelle richieste ma anche il metodo di gestione e la condotta della società incaricata a curare la contabilità delle case popolari comunali, ossia Aequa Roma. E dobbiamo dire che siamo riusciti a capovolgere l’impostazione che i vertici del Dipartimento, Assessore in primis, stavano imprimendo alla discussione, tenutasi all’incontro che la delegazione Asia ha potuto avere nel corso della manifestazione.

   Ma andiamo con ordine, presenti per la struttura amministrativa il Direttore del Dipartimento, nonché la Direttrice dell’Erp; per la parte politica sa l’Assessore Zevi che il Presidente della Commissione Consigliere Trombetti. L delegazione Asia ha non solo criticato l’invio massivo nel mese di agosto, con tutto ciò che ha comportato, ma anche il modus, secondo noi sbagliatissimo, di inviare migliaia di lettere al fine di trascinarsi in bilancio un credito non sappiamo quanto reale, anziché affrontare di petto la questione, ammettendo alcune responsabilità storiche dell’amministrazione (ritardi nella lavorazione dei censimenti, sanatorie) e di AequaRoma (posizioni contabili mai revisionate nonostante le opposizioni ed integrazioni documentali degli anni passati) e proponendo delle soluzioni realizzabili. La nostra proposta si è articolata essenzialmente sui tre punti:

  • prescrizione e/o sospensione delle esecutività degli atti
  • revisione dei singoli casi, con precedenza agli accertamenti, compresi quelli dei nuclei che non riescono a produrre opposizione in Tribunale
  • soluzione transattiva per abbattere il debito

   Dal suo canto l’amministrazione ha offerto alcune aperture, come la disponibilità a non procedere di ufficio con gli accertamenti (RIPETIAMO PERO’L’IMPORTANZA DI PRODURRE DOCUMENTAZIONE ATTA A DIMOSTRARE GLI ERRORI DELLE CARTELLE), a ricevere tutti quanti chiederanno di essere ascoltati, intimando ad AequaRoma di non mandare via la gente dagli sportelli, e a revisionare d’ufficio tutte le richieste di inquilini in sanatoria 2020 e 2006 (circa il 30% degli oltre 3.000 avvisi di accertamento). Rimane invece un problema l’apertura di una transazione, prevista per i richiedenti regolarizzazione ma non per tutto l’inquilinato. Perché? Perché la norma vale solo per le Ater e andrebbe modificata. Peccato che proprio ieri pare che l’emendamento presentato in proposito sia stato bocciato in Regione Lazio dalla destra. La stessa Destra che in alcuni lotti ha ipocritamente organizzato le assemblee per denunciare l’invio delle lettere! Anziché aiutare la povera gente continuano ad aizzarla per fini politico-elettorali.

   Asia-Usb invece sta cercando davvero di aiutare gli inquilini delle case popolari e intende mantenere alta l’attenzione. L’incontro di ieri si è chiuso mettendo dei punti fermi ma necessitano di ulteriore sviluppo ed atti amministrativi concreti. È già stato fissato un ulteriore incontro per lunedì. In quell’occasione continueremo a sostenere la nostra posizione, mentre i nostri sportelli continuano a fornire assistenza a chi ha ricevuto le diffide e gli accertamenti.

Continuiamo a lottare ed a mobilitarci per la prescrizione, il ricalcolo e per una transazione delle somme richieste.

Asia-Usb