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Migranti

Usb: piena solidarietà ai medici indagati, la cura non è reato. Il 24 settembre assemblea nazionale on line delle lavoratrici e dei lavoratori migranti

Nazionale,

Violenze, aggressioni, persecuzioni, sfruttamento lavorativo contro i lavoratori migranti in Italia.

A questo si aggiunge un'altra indagine amministrativa, che cerca di mettere sotto accusa i contributi erogati dall’INPS a cittadini stranieri licenziati o appartenenti a fasce economicamente deboli.

La propaganda politica, sull’onda della proposta di remigrazione si sta trasformando in una vergognosa campagna politica e mediatica contro la presenza dei lavoratori migranti.

Dopo le violenze e le aggressioni a lavoratori migranti in diverse città, la Polizia di Stato del Leghista Piantedosi avvia un’indagine sui medici che dichiararono l’inidoneità al trasferimento nei CPR di diversi cittadini stranieri.

​L’Unione Sindacale di Base esprime la propria totale solidarietà alle decine di medici e operatori sanitari colpiti in queste ore da perquisizioni, provvedimenti e intimidazioni giudiziarie nell’ambito dell’inchiesta sui certificati di inidoneità al trattenimento nei CPR.

​Sotto i colpi di una procura che fa eco alla propaganda più becera, si vuole criminalizzare e piegare la professione medica alle logiche di pubblica sicurezza, in funzione della ideologia remigratoria.

​Il diritto alla salute non deve avere confini. Certificare l'incompatibilità con la detenzione amministrativa in un CPR – luoghi di totale sospensione dei diritti umani – è un atto di responsabilità e cura nella piena e più alta applicazione del giuramento di Ippocrate.

​Questa grave vicenda si inserisce in un clima politico di attacco e repressione nei confronti di lavoratrici e lavoratori che non vogliono essere complici di una deriva reazionaria che prova a farsi spazio in ogni luogo, e raggiunge i posti di lavoro. In questo attacco si inseriscono le campagne mediatiche che mirano a rappresentare la presenza di lavoratori migranti come il problema dell’Italia.

 Abbiamo già rappresentato l’importanza della presenza dei lavoratori migranti nella nostra economia, ora serve l’organizzazione dei lavoratori in un fronte che rivendichi il rispetto dei diritti di cittadinanza e dei diritti lavorativi.

 Un sistema politico istituzionale che non è in grado di dare risposte a quelle che sono le vere priorità politiche e sociali e che alla richiesta di reddito, lavoro, sanità, scuola e servizi pubblici risponde con la repressione, con la segregazione, con la REMIGRAZIONE!

Per questo rilanciamo con forza l’assemblea pubblica on line del 24 settembre alle ORE 18.30

USB Migranti