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Sanità pubblica // Sanità

CCNL Sanità 2025/2027: la priorità è la qualità del rinnovo, non la velocità. Con risorse insufficienti la corsa alla firma rischia di tradursi nell’ennesimo pessimo contratto

Nazionale,

L’avvio del tavolo in tempi ravvicinati rispetto alla chiusura del precedente contratto rappresenta un fatto positivo, ma non basta. Il punto centrale non è la velocità del rinnovo, bensì la sua capacità di incidere concretamente sulle condizioni materiali di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.

A fronte di condizioni di lavoro estreme e di un costante aumento del costo della vita il precedente rinnovo contrattuale ha determinato una perdita secca del 10% del potere d’acquisto dei salari, che non verrà mai più recuperato.

Il rischio, oggi, è che questo schema si ripeta. Le risorse predeterminate dalla Legge di Bilancio per il triennio 2025-2027, sulla base dell’inflazione programmata e non del costo reale della vita, sono insufficienti a fronte dell’impennata dei prezzi del carburante e del carrello della spesa determinati dalle guerre in atto, a partire da quella del Golfo.

Senza contare che la funzione del contratto non dovrebbe consistere nel mero recupero dell’inflazione ma nell’aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita.

Continua a emergere un’impostazione che privilegia il sistema indennitario e le voci accessorie del salario; una scelta che frammenta le retribuzioni e lega quote sempre più rilevanti di salario a condizioni variabili e discrezionali che alimentano diseguaglianze tra i lavoratori.

Serve invece un rafforzamento deciso del salario tabellare, l’unico in grado di garantire stabilità, equità, riconoscimento della professionalità e di fermare la fuga dalle Università e dagli Ospedali.

Inoltre, al centro del contratto devono tornare le condizioni reali di lavoro: l’organizzazione dei turni e i carichi di lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, il lavoro notturno e festivo, la tutela della salute e sicurezza, il superamento della precarietà. Non è più sostenibile un modello improntato all’emergenza permanente che regge sulla disponibilità continua del personale a lavorare a cottimo.

 

L’apertura del tavolo per il rinnovo rappresenta per noi solo il passaggio iniziale, la qualità del contratto si misurerà sulla capacità di dare risposte concrete a chi lavora nella sanità pubblica.

Su questo terreno valuteremo l’andamento della trattativa e, in assenza di interventi strutturali, siamo pronti a rispondere con la continuità del conflitto e della lotta, alla continuità dei contratti a perdere.

 

USB PI SANITA’