30 novembre 2020, ultimo aggiornamento alle 11:35
Insieme siamo imbattibili.

Genova. IL RATTO DELLE INFERMIERE

Genova, 21/05/2007 23:08

Sempre più frequentemente accade che personale infermieristico venga trasferito presso uffici, e segreterie, per svolgere attività dal carattere burocratico-amministrativo.

 


Sempre più frequentemente figure di primo piano dell’amministrazione sostengono che negli uffici c’è troppo personale che conseguentemente andrebbe sfoltito.

 


Non avevamo fatto in tempo ad abituarci all’idea di vedere tanti preziosi professionisti sottratti all’attività assistenziale diretta e trasferiti ad improprie attività d’ufficio, che viene inventato un presunto esubero del personale amministrativo.

 


Invenzione questa non solo di zelanti amministratori locali ma purtroppo punto centrale del "memorandum" condiviso e firmato da tutti i sindacati, escluse le sole RdB/CUB.

 


Il rammarico per il perpetuarsi di queste scelte deriva dalla convinzione (condivisa da tutti) che la vera carenza ed emergenza era, e resta, quella infermieristica.

 


Basta fare un passo in qualche corsia per costatare la veridicità di ciò, e nel contempo scoprire di quante incombenze di carattere burocratico sono oberati gli infermieri.

 


Se si andasse a quantificare il tempo dedicato a scartoffie e modulistica varia, a relazioni con familiari, visitatori e umanità varia (praticamente un’attività di portierato), ecc. si scoprirebbe che ore preziose vengono sottratte alla attività che solo gli infermieri possono fare: curare gli ammalati.

 


Una incombenza aggiuntiva riguarda la gestione del vitto. Nonostante il contratto miliardario con la Serenissima, i camerieri li deve mettere l’Azienda "di catering?" Ospedale San Martino. Al Galliera avviene altrimenti.

 


Senza aver frequentato la Bocconi ma semplicemente l’Università del Buon Senso si potrebbe organizzare il lavoro distinguendo le aree assistenziali da quelle amministrative e attribuire il personale partendo dalle competenze. Si eviterebbe l’assurdo di avere infermiere che assistono il primario nelle sue pratiche mentre gli ammalati del primario sono male assistiti dal personale superstite.

 


Il ratto di infermiere dalle corsie è uno stillicidio continuo, veicolato purtroppo da chi confonde l’attività sindacale con favoritismi personali facendo in questo modo male a pazienti, infermieri, lavoratori amministrativi e all’idea stessa di Sindacato che dovrebbe vedere innanzitutto la difesa di interessi collettivi.

 

E’ altresì stupefacente che Ipasvi e Daps che dovrebbero tutelare le prerogative professionali e presidiare il territorio dell’assistenza restano impotenti allo scempio della professione che a parole dicono di tutelare ma che, in realtà, stanno svendendo.

Venchi, le lavoratrici a piazza del Popolo con Non Una Di Meno

Venchi, solidarietà da tutta Italia

USB, 10 anni di rEsistenza

La scuola in pandemia

Primo Maggio 2020, pazienza zero /prima parte

Primo Maggio 2020, pazienza zero / seconda parte

Politiche attive, il webinar USB

Costruiamo il futuro. Scarica il pdf

SCARICA L'INSTANT BOOK

Il videomecum USB sul coronavirus

A cosa serve la sanità privata?

Questo sito usa i cookie

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti per migliorare la tua navigazione, per analisi statistiche sull’utilizzo del sito in forma anonima e per usufruire dei servizi di terzi quali la visualizzazione di video e la condivisione dei contenuti sulle principali piattaforme social. Se vuoi saperne di più clicca sul link “Ulteriori informazioni”. Cliccando su "Abilita Cookie", presti il consenso all'uso dei cookie. I cookie tecnici saranno comunque utilizzati