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Trasporti // Sciopero generale

I lavoratori dei trasporti a fianco dei portuali: verso la giornata internazionale di lotta e lo sciopero generale del 30 ottobre

Nazionale,

Il 30 ottobre giornata internazionale di lotta nei porti. In Italia sciopero generale contro guerra, riarmo e carovita

Il 12 e 13 ottobre si è riunito a Roma il gruppo nazionale USB Trasporti, che ha confermato il massimo sostegno alla giornata internazionale di lotta dei porti contro la guerra e la militarizzazione.

Una mobilitazione che mette al centro il ruolo strategico dei lavoratori portuali nel contrastare l'utilizzo delle infrastrutture logistiche e dei trasporti a sostegno delle guerre, del traffico di armi e delle politiche di riarmo.

Politiche che hanno conseguenze dirette sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone: alimentano il carovita e l'inflazione, sottraggono risorse a salari, pensioni e servizi pubblici e si accompagnano a un progressivo restringimento degli spazi di democrazia e agibilità sindacale.

Il 30 ottobre sarà una giornata internazionale di lotta senza precedenti, con 10 Paesi coinvolti, 11 organizzazioni sindacali e oltre 50 porti aderenti, secondo i dati della mobilitazione. Un segnale importante che dimostra come, di fronte alla guerra e alla militarizzazione dell'economia, cresca la necessità di costruire una risposta comune e internazionale dei lavoratori.

Mentre in Europa si moltiplicano le proteste contro le politiche di guerra e le loro ricadute sociali, USB ha proclamato per la stessa data lo sciopero generale nazionale del 30 ottobre, per unire le lotte contro il carovita, il riarmo, la guerra.

I lavoratori dei trasporti saranno al fianco dei portuali e parteciperanno alla giornata di mobilitazione, mettendo in campo il proprio contributo. Perché trasporti e logistica non possono essere ridotti a strumenti al servizio dell'economia di guerra: sono settori fondamentali per la società e per la vita quotidiana di milioni di persone.

La nostra lotta è contro un sistema che chiede sacrifici ai lavoratori mentre destina risorse crescenti al riarmo, scaricando sulle famiglie il peso dell'inflazione e della perdita del potere d'acquisto. È una lotta per salari adeguati, diritti, sicurezza, servizi pubblici e per un futuro libero dalla guerra.

Il 30 ottobre scioperiamo anche contro la Legge 146/90, che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali imponendo limitazioni e procedure che comprimono pesantemente l'effettivo esercizio del diritto di sciopero. Una normativa che da anni rappresenta un ostacolo alla possibilità dei lavoratori di incidere realmente nei conflitti sindacali e che va superata.

Dai porti alla logistica, dal trasporto pubblico alle merci, serve una risposta collettiva. Nessun settore può essere lasciato solo: la forza dei lavoratori sta nella capacità di unirsi, superare i confini e costruire una mobilitazione comune.

La guerra è il carovita. Per difendere i salari, i diritti e la democrazia: il 30 ottobre sciopero generale!