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Autonomia

L’autonomia differenziata in Piemonte e in Italia avanza: fermiamola

Torino,

Dopo il presidio fatto in occasione di una seduta del Consiglio della Regione Piemonte del 3 settembre, promosso da USB e dal Comitato NO AD Piemonte, abbiamo avuto un incontro con la VII Commissione della Regione Piemonte, incaricata di elaborare gli strumenti per applicare l’ACCORDO STATO/REGIONI, che vede Piemonte, Veneto, Lombardia e Liguria sottoscrivere con il governo una pre-intesa che getta le basi per attuare l’AUTONOMIA DIFFERENZIATA prevista dalla legge 86/24, che ha visto a luglio l’approvazione definitiva degli atti di indirizzo.

Nell’incontro, svoltosi giovedì 15 settembre, abbiamo chiesto il ritiro della Regione da questo accordo, ritenendo inaccettabile che in un momento in cui subiamo una costante perdita del potere d’acquisto di Lavoratori e Pensionati, il governo Meloni/Salvini acceleri una riforma che incrementa le già alte differenze sociali del Paese.

Abbiamo presentato le motivazioni della nostra richiesta, evidenziando che L’autonomia differenziata avrà conseguenze negative:

 -definitiva perdita del SISTEMA SANITARIO della sua denominazione di NAZIONALE, e della sua caratteristica costituzionale di universalità, in una attuale situazione che già vede enormi differenze qualitative del servizio tra le regioni, spalancando così le porte alla sanità privata ; è poi preoccupante che l’argomento  “TUTELA DELLA SALUTE” sia seguito dall’obiettivo di “COORDINAMENTO DELLA FINANZA PUBBLICA”,  sollevando il dubbio che si voglia implementare la spesa per la sanità privata, fenomeno  già ampiamente gestito da una imprenditoria privata differentemente distribuita sul territorio nazionale

- l’argomento PROTEZIONE CIVILE deve continuare ad essere affrontato a livello nazionale, così come ci ha insegnato il COVID, affrontato maldestramente dalle Regioni;

-Così la REGOLAMENTAZINE DELLE PROFESSIONI apre la porta all’assolvimento di richieste clientelari fatte da corporazioni che stanno localmente moltiplicandosi e impediscono una regolamentazione nazionale che dia uguali condizioni contrattuali e retributive;

-È altrettanto inaccettabile che venga poi cercata la complicità di certo sindacalismo confederale e autonomo che si arricchisce con il SISTEMA PREVIDENZIALE COMPLEMENTARE INTEGRATIVO, aprendo le porte ad accordi locali dettati dalle lobby assicuratrici e finanziarie;

 Nonostante la Corte Costituzionale abbia manifestato recentemente dubbi sull’attuazione dell’autonomia differenziata, soprattutto sull’assenza del LEP (Livelli Essenziali delle prestazioni), l’incontro ha evidenziato l’intenzione dei Rappresentanti di Maggioranza della Giunta Regionale di procedere spediti ad approvare l’ accordo Stato/Regioni imposto dal Governo, atteggiamento che conferma la volontà del Governo Meloni e dei suoi rappresentanti locali di utilizzare argomenti sociali così importanti ai fini propagandistici in vista delle molte scadenza elettorali del 2027.

Preso atto della definitiva approvazione dell’accordo, avvenuta nel Consiglio regionale il 22 settembre. USB in Piemonte, come in tutte le sue strutture nazionali sarà impegnata a promuovere iniziative e manifestazioni per fermare l’approvazione parlamentare di questo ennesimo tentativo di eliminare i servizi sociali, mobilitando Lavoratori, Pensionati, Studenti e Associazioni per fermarlo senza SE e senza MA.