Cari futuri RLS,
ieri avete iniziato il vostro percorso formativo. Una giornata dedicata a una figura fondamentale per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Durante gli interventi si è parlato di ciò che ci si aspetta da un corso per RLS: prevenzione, valutazione dei rischi, partecipazione dei lavoratori, diritti e doveri. Tutto perfettamente in tema.
Poi è intervenuto il Capo del Corpo.
Per qualche minuto abbiamo avuto la sensazione di aver sbagliato aula e di essere finiti al corso "Come dovrebbe comportarsi un sindacato secondo l'Amministrazione". Il programma, a quanto pare, era piuttosto semplice: niente note sindacali, niente stati di agitazione, niente vignette. In compenso abbiamo scoperto che, secondo il vertice del Corpo, il sindacato non si sarebbe mai occupato di sicurezza, ma solo dei "pochi spicci" delle indennità e, addirittura, di facilitare false pratiche legate alla legge 104. Confessiamo che, guardando i volti degli altri relatori, abbiamo avuto l'impressione di non essere stati gli unici a non aver ricevuto il cambio di programma.
Poi è arrivato il momento dedicato alla scienza.
Gli studi internazionali sull'esposizione professionale a PFAS, contaminanti e sostanze cancerogene sono stati elegantemente riassunti come gli "studi sui canguri". Una sintesi brillante. Del resto, quando la realtà diventa scomoda, ribattezzarla è sempre una soluzione creativa. Purtroppo, però, i PFAS non cambiano composizione chimica se li si prende in giro, e le sostanze cancerogene non si offendono per una battuta: continuano semplicemente a fare il loro lavoro. Da oggi IARC, NIOSH, università, istituti di ricerca e migliaia di ricercatori potranno finalmente smettere di pubblicare studi: basterà chiedere se sono "sui canguri" oppure no.
Tra una battuta e l'altra è emerso anche il profilo del RLS ideale: collaborativo, rassicurante, possibilmente silenzioso e, soprattutto, poco incline a disturbare il conducente.
Noi, invece, immaginiamo un RLS leggermente diverso.
Uno che legge gli atti, che studia invece di annuire, che entra nei luoghi di lavoro invece che nelle narrazioni, che segnala le criticità, pretende risposte e ricorda che la legge gli attribuisce diritti e prerogative che non hanno bisogno dell'autorizzazione di nessuno per essere esercitati.
USB continuerà a fare ciò che, evidentemente, dà più fastidio: parlare di sicurezza, sostenere la ricerca scientifica, denunciare le criticità, pretendere misure di prevenzione efficaci e utilizzare tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento quando le risposte dell'Amministrazione non arrivano.
A voi, futuri RLS, rivolgiamo un augurio sincero.
Ascoltate tutti. Anche chi vi spiega come dovreste comportarvi.
Poi aprite il D.Lgs. 81/2008.
Scoprirete che il vostro mandato arriva dai lavoratori e dalla legge, non dalla dirigenza.
E se alla fine del corso vi resterà un dubbio, fatevi una domanda molto semplice: un RLS serve a rassicurare l'Amministrazione o a tutelare i lavoratori?
La risposta, fortunatamente, non è materia di opinioni.
Per il Coordinamento Nazionale USB VVF
Enrico Marchetto