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Pubblico impiego

Licenziamo Zangrillo! L'attacco alla PA e ai suoi dipendenti è sempre più aspro: il Ministro ormai è un pericolo per lo stato sociale di questo Paese

Nazionale,

Al Ministro Zangrillo, che evoca il licenziamento per i pubblici dipendenti, rispondiamo che non solo le norme già lo prevedono, seguendo il principio della giusta causa, ma che hanno anche già prodotto, negli ultimi cinque anni, 15mila tra licenziamenti e sanzioni disciplinari gravi. Quello che invece resterà solo nelle perverse fantasie del Ministro è il licenziamento per i lavoratori e le lavoratrici "non performanti", soprattutto a fronte di una legge, sempre a firma Zangrillo, per la quale il 70% dei dipendenti non potrà esserlo a prescindere.

Dopo le promozioni sul campo a dirigente, l’obiettivo di licenziamenti facili completa il quadro della Pubblica Amministrazione secondo Zangrillo, dove il potere discrezionale dei dirigenti cresce in modo inversamente proporzionale ai diritti e alle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, che vanno erodendosi sempre più velocemente.

Mentre si stanno chiudendo i contratti 2025-2027 con un ulteriore arretramento dei salari reali, secondo gli ultimi dati OCSE attualmente pari all'1,7% del potere d’acquisto, il Ministro si preoccupa di come poter licenziare più dipendenti pubblici. Sottopagate, ricattabili e facilmente licenziabili, così piacciono al Ministro Zangrillo le “persone al centro” del lavoro negli ospedali, nelle scuole, nella ricerca, negli uffici pubblici, etc.

USB ha lanciato in questi giorni una consultazione sull’ipotesi di rinnovo contrattuale delle Funzioni Centrali che non ha sottoscritto. Sarà innanzitutto uno strumento importante per dare voce a lavoratrici e lavoratori pubblici, ma sarà anche la base su cui costruire una nuova stagione di lotte per riconquistare diritti e salario e per rilanciare i servizi pubblici, in netta contrapposizione all’idea padronale di Pubblica Amministrazione del Ministro Zangrillo.