Adesso basta: benzina alle stelle e salari fermi al palo, mobilitiamoci subito!
Nel luglio 2008 il petrolio arrivò a sfiorare i 150 dollari al barile e il gasolio costava in Italia circa 1,50 euro al litro. Oggi il petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre benzina e gasolio hanno superato anche i 2,50 euro al litro, con prezzi che continuano a crescere.
A pagare sono ancora una volta lavoratrici e lavoratori.
Le grandi multinazionali dell'energia continuano a fare profitti mentre il costo della vita aumenta e milioni di persone fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese. E le scelte del Governo stanno assecondando questo meccanismo. A tutto questo si aggiungono l'escalation militare e le enormi risorse destinate al riarmo, mentre per salari, pensioni e servizi pubblici le risorse sembrano non esistere.
Nel frattempo, i salari dei lavoratori italiani sono fermi al palo da anni. Gli aumenti contrattuali, frutto della cosiddetta moderazione salariale perseguita per anni da CGIL, CISL e UIL insieme alle organizzazioni datoriali, non hanno tenuto il passo con l'inflazione e con l'aumento del costo della vita.
Non siamo più disposti ad accettare questa situazione.
È il momento di tornare a mobilitarsi, di organizzare la protesta e di mettere in campo tutta la forza dei lavoratori. USB apre lo stato di agitazione sindacale contro il carovita e il caro carburanti e
Lancia una manifestazione per il giorno giovedì 1° ottobre dalle ore 17:30 davanti al deposito e carico carburanti a stagno (accanto all’ingresso della raffineria).
Il 30 ottobre, con lo sciopero nazionale dei lavoratori portuali e manifestazioni in tutte le città contro la guerra e il riarmo
Lo abbiamo dimostrato nel settembre e nell'ottobre dello scorso anno: quando i lavoratori si mobilitano, possono fermare ciò che sembra inarrestabile.
BASTA PROFITTI SULLA PELLE DEI LAVORATORI. BASTA CAROVITA.
BASTA SALARI DA FAME.
BASTA GUERRA E RIARMO. MOBILITIAMOCI.