30 novembre 2020, ultimo aggiornamento alle 12:42
Insieme siamo imbattibili.

Passaggi di qualifica

Roma, 27/08/2002 00:00
Primi effetti del Contratto integrativo

Lavoratori,

il contratto integrativo, ancor prima di entrare in vigore, produce i suoi primi effetti. Le parti firmatarie, spinte dall'esigenza di dichiarare buono un contratto che non lo è, hanno immediatamente trasmesso un bando di concorso a 353 posti di capo squadra.

La RdB ha chiesto che venisse accolta la richiesta legittima di moltissimo personale in attesa da decenni di un serio incremento economico e di carriera. Oltre a tale richiesta, volevamo che il contratto non costringesse i lavoratori ad una sempre più crescente competizione meritocratica e alla disperata ricerca di un recupero del salario. Avremmo voluto che si considerasse in primo luogo la specificità dei lavoratori del Corpo nazionale, tenendo conto innanzitutto dell'esperienza e dei carichi di lavoro, attraverso delle precise modalità di valutazione. Ritenevamo fondamentale definire con chiarezza quali dovevano essere i criteri di riconoscimento dei corsi e dei titoli di studio.

Tutto ciò non è accaduto. Queste politiche contrattuali sono il frutto del connubio tra un'Amministrazione tesa a rafforzare il proprio ruolo, attraverso scelte fortemente burocratiche e centralizzate, e i sindacati concertativi impegnati ad affermare il proprio potere centrale, in contraddizione con le esigenze reali dei lavoratori.

Ciò trova conferma anche nel bando di concorso. La valutazione dei titoli di studio prevede, (per una totale mancanza di chiarezza del contratto integrativo stesso) una riduzione del punteggio del 50% nel caso in cui il titolo non sia coerente con l'attività professionale. La mancanza di una specifica dei titoli lascia piena discrezionalità agli uffici che dovranno formulare il punteggio. Inoltre, in attesa di un ulteriore bando, è previsto di fatto il blocco della carriera per il personale specialista.

La concertazione di questi anni ha prodotto delle piante organiche del tutto inadeguate rispetto alla necessità di garantire il soccorso alla cittadinanza. Non vengono considerati i reali carichi di lavoro ma le risorse messe a disposizione dai vari governi più o meno amici, e prevalgono esigenze politico - sindacali di privilegio.

La trasmissione di questo bando ci porta ad un'ulteriore considerazione mossa dalla necessità di assicurare su tutto il territorio nazionale, la presenza di una figura fondamentale nell'attività di soccorso quale è il capo squadra. I posti disponibili sono 353. Bene, 132 sono riservati nella sola Roma!

Questo modello di gestione trova nella RdB un forte oppositore. Nelle settimane scorse abbiamo inviato al prefetto Morcone una lettera di chiarimenti in merito. Siamo in attesa di una risposta.

Un'ultima breve riflessione. Le vere ragioni per cui si vuole realizzare il paventato progetto Ministero dell'Interno, Cisl, Uil, di confluire con le forze di polizia si possono trovare anche dalla lettura di questi fatti. Si vuole dare mano libera all'Amministrazione affinché possa manovrare i lavoratori a proprio interesse, ovviamente con l'approvazione e il sostegno di coloro che in questa fase cercano di assicurarsi piccole nicchie corporative, in un clima di democrazia e giustizia apparente.

 

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