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Lavoro privato // Sfruttamento

Umbria Jazz: dietro il palco, lavoro povero e promesse tradite

Perugia,

Mentre Umbria Jazz accoglie per gli ultimi giorni migliaia di spettatori e celebra ancora una volta l'eccellenza culturale e turistica del nostro Paese, c'è chi quel festival lo rende possibile lavorando per ore in condizioni che continuano a sollevare gravi interrogativi sul rispetto dei diritti e della dignità del lavoro.

I lavoratori impiegati nei servizi del festival denunciano di essere stati reclutati con la promessa di una retribuzione di 8 euro netti all'ora, salvo poi ritrovarsi in busta paga una paga di 8 euro lordi, con una differenza economica sostanziale che incide pesantemente su salari già insufficienti. Una situazione che, se confermata, rappresenta un fatto inaccettabile e che richiede immediati chiarimenti da parte delle aziende coinvolte e degli organizzatori.

Non è più tollerabile che i grandi eventi, sostenuti anche da importanti risorse pubbliche e capaci di generare un significativo indotto economico, continuino a poggiare su lavoro precario, sottopagato e privo di adeguate tutele. Dietro la retorica dell'eccellenza e della valorizzazione del territorio si nasconde troppo spesso un modello fondato sulla compressione del costo del lavoro e sull'assenza di controlli efficaci.

Il turismo e il settore degli eventi continuano a essere presentati come motori di sviluppo e occupazione. Ma di quale occupazione stiamo parlando? Lavoro stagionale senza prospettive, salari insufficienti, cambi di condizioni all'ultimo momento, appalti e subappalti che scaricano ogni rischio sui lavoratori. Non basta creare posti di lavoro: occorre garantire che siano posti di lavoro dignitosi.

USB chiede che venga fatta immediatamente piena luce su quanto denunciato dai lavoratori di Umbria Jazz, che siano verificati i contratti applicati, le retribuzioni effettivamente corrisposte e il rispetto della normativa sul lavoro. Chiediamo inoltre che gli enti pubblici e gli organizzatori dei grandi eventi assumano un ruolo attivo nel garantire clausole sociali, controlli rigorosi e il pieno rispetto dei contratti collettivi lungo tutta la filiera degli appalti.

Non può esistere cultura di qualità costruita sullo sfruttamento del lavoro. Non può esistere un festival di prestigio se chi monta i palchi, accoglie il pubblico, serve ai tavoli o garantisce i servizi essenziali è costretto ad accettare condizioni che mortificano il proprio lavoro e la propria dignità.

Pronti e pronte a mobilitarci al fianco di chi lavora, schiavi mai!

 

Coordinamento nazionale cercasi schiavo USB- lavoro privato