Alta Formazione e Ricerca saranno in presidio, giovedì 17 settembre dalle ore 11, a Piazza Capranica-Montecitorio per chiedere alla Camera dei deputati di approvare gli emendamenti proposti da vari gruppi per ricostituire un comparto di contrattazione specifico, sbloccare i fondi accessori e destinare fondi già stanziati per incrementare i salari, oltre a tutelare l'ordinamento nella legge di conversione del DL 144/2026.
Il presidio lancerà, inoltre, anche le iniziative legate alla legge di bilancio, chiedendo di riassegnare fondi attualmente destinati al riarmo verso investimenti in ricerca e alta formazione.
USB stima la necessità di 3 miliardi a regime per stabilizzare e livellare i salari a standard europei per tutti i dipendenti, dal personale tecnico-amministrativo ai ricercatori e docenti. Altri 10 miliardi l’anno per i prossimi 3 anni devono essere destinati al miglioramento delle condizioni degli studenti e alla ristrutturazione delle infrastrutture didattiche.
Il Governo Meloni è impegnato esclusivamente a riarmare il nostro Paese e individua la Ricerca solo in chiave bellica e dual-use, marginalizzando invece la Ricerca che sarebbe davvero utile al paese reale in tema di ambiente, salute o energia.
Per un modello di sviluppo che metta al centro il benessere collettivo, dentro un quadro di compatibilità ambientale, sono necessari significativi investimenti, economici e normativi, e politiche attrattive nei settori pubblici. Unica via anche per recuperare competitività, come dimostra la Cina che oggi raccogli i frutti di una attenta ed equilibrata programmazione contraltare di un’Italia e di un contesto europeo che invece pagano i costi di scelte errate degli ultimi 20 anni che peraltro continuano ad essere reiterate.
Il 17 settembre 2026 una rappresentanza dei tre settori scenderà in piazza per denunciare l’abbandono da parte del Governo Meloni di Università, AFAM e Ricerca, destinando il paese ad un rapido declino.