25 febbraio 2020, ultimo aggiornamento alle 01:43
Insieme siamo imbattibili.

A parità di lavoro, parità di salario adesso!

Roma, 21/01/2020 11:37

Questo è quello che da sempre l’USB sostiene nell’ ambito dei Ministeri dove da troppi anni perdura una disparità di trattamento economico che ha sottratto ad una grande parte dei lavoratori considerevoli somme.

Differenze salariali che nulla hanno a che vedere con le specifiche lavorative ma determinate da diverse “indennità di amministrazione” attribuite ad alcuni Ministeri e negate ad altri.

Da anni nei contratti si prelevano una parte dei soldi previsti per il rinnovo, per omogenizzare questa voce ma, date le scarse risorse messe a disposizione, si è sempre destinata una somma ridicola a tale scopo.

Con il blocco dei contratti e con l’ultimo vergognoso rinnovo economico, non c’è stata alcuna omogeneizzazione per aumentare le indennità più povere rimaste ferme oramai da 12 anni.

La maggior parte dello schieramento sindacale non ha mai preteso sul tavolo dell’ARAN e di Funzione Pubblica che si mettesse fine a questa vera e propria ingiustizia salariale, preferendo impegnarsi a reperire fondi per finanziare la “meritocrazia”.

Come USB abbiamo da sempre richiesto, in ogni sede negoziale, di mettere fine a questa ingiustizia, ancora più aggravata con riforme che in passato hanno accorpato diversi ministeri in uno (MIUR, MIT, MEF) o, peggio ancora, nel recente presente hanno scorporato amministrazioni quali il Ministero del Lavoro creando due nuove Agenzie (INL ed ANPAL) con l’unico risultato di smantellare tutele e diritti nel mondo del lavoro e lasciare i lavoratori addetti nelle stesse condizioni salariali precedenti.

L’USB ha iniziato presso il MEF un percorso di lotta, durato più di un anno, con assemblee e cortei interni a cui hanno partecipato centinaia di lavoratori e che ha dato i suoi frutti conseguendo per tutti loro, da gennaio 2019, l’equiparazione dell’indennità di amministrazione a quella del Ministero della Giustizia.

Di seguito, un mese addietro, il Ministro del MIBACT Franceschini annunciava di avere trovato 22,5 milioni di euro con uno stanziamento ad hoc sulla legge di stabilità per perequare l’indennità di amministrazione del proprio personale sempre a quella del Ministero della Giustizia.

Evidentemente mesi di agitazioni e lotte presso il MEF hanno fatto emergere con forza il problema.

Di questi giorni è la certezza che la Legge di Bilancio 2020 prevede all’ art. 1 commi 143 e 144 l’istituzione di un fondo pari a 80 milioni di euro destinato “all’armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri a decorrere dall’ anno 2021. A partire dal 2020, il fondo può essere inoltre alimentato, con le eventuali somme che si rendono disponibili a seguito del rinnovo dei contratti di pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale 2019-2021”.

In sostanza, parrebbe che il Governo abbia recepito le istanze dei lavoratori e le pressanti richieste fatte sui tutti i tavoli ministeriali dai rappresentanti della USB.

C’è però ancora molta strada da fare!! Riteniamo che questo stanziamento potrebbe non essere sufficiente a equiparare tutte le indennità a quella più alta (Ministero Giustizia) ma, soprattutto è necessario vigilare attentamente sui percorsi che seguiranno questi 80 milioni, soldi che, ripetiamo, servono a compensare un’ingiustizia prorogata nel tempo, soldi che devono perequare le indennità più povere.

Non vorremmo che, in realtà, questo stanziamento non fosse altro che un finanziamento “parallelo” per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali e che, nelle maglie delle discussioni contrattuali, una parte di questi fondi venga utilizzata per altri scopi (meritocrazia, welfare aziendale, improbabili assicurazioni sanitarie ecc.) lasciando le briciole per l’ennesimo “percorso di perequazione dell’indennità di amministrazione” che porterebbe soltanto pochi euro nelle tasche dei lavoratori.

È ora più che mai necessario che i lavoratori, insieme alla USB, si mobilitino per chiedere con forza la perequazione già dall’anno 2020 mediante l’utilizzo delle risorse per il personale già presenti presso i singoli ministeri (e di certo non le risorse del FRD) o che potranno essere reperite in breve tempo con specifici provvedimenti normativi.

 

PEREQUAZIONE SUBITO!

 

Roma, 20 gennaio 2020 USB/P.I. MINISTERI

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