14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 15:39
Insieme siamo imbattibili.

Amianto resoconto della audizione al Senato

Roma, 22/04/2002 00:00
In occasione della audizione tenutasi presso la Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato, la RdB ha presentato un sintetico dossier

Lavoratori,

in data 17 aprile si è svolta l’audizione presso l’aula della 11^ Commissione permanente lavoro e previdenza sociale, per esaminare i nuovi disegni di legge sul riconoscimento dei benefici ai lavoratori esposti all'amianto.

Oltre al comitato ristretto della commissione, erano presenti le Organizzazioni sindacali. La delegazione RdB-CUB era composta da lavoratori dei diversi settori interessati, tra cui i vigili del fuoco.

Il Senatore Fabbri ha introdotto brevemente i temi dell’incontro illustrando le intenzioni del Parlamento di predisporre un testo unificato in materia. I punti in discussione riguardano il superamento dell’attuale sistema risarcitorio, l’erogazione di un rendita aggiuntiva per i lavoratori che hanno contratto le patologie derivanti dall’esposizione all’amianto, la fissazione di un termine per la presentazione delle domande (non oltre i 180gg) dall’entrata in vigore della nuova norma e il superamento dell’attuale esclusione dei benefici previdenziali, previsti dalla legge 257/92, per i lavoratori che, pur esposti all’amianto, non possono godere dei risarcimenti in quanto non assicurati con l’INAIL.

La delegazione RdB-CUB ha espresso la propria contrarietà all’ipotesi di un termine per la presentazione delle domande per il riconoscimento del periodo d’esposizione e ha ribadito che alla maggioranza dei lavoratori esposti all’amianto non è stato riconosciuto ancora nessun risarcimento, sia in termini economici che in benefici previdenziali.

La RdB ha sottolineato inoltre, come le norme vigenti non prevedono il riconoscimento dei "benefici" ai lavoratori del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Abbiamo espresso un totale disappunto per gli attuali disegni di legge che, negli atti d’indirizzo, prevedono l’individuazione delle attività lavorative in modo assolutamente restrittivo, interessando solo coloro che hanno estratto o prodotto materiali contenti amianto.

La RdB ha documentato, consegnando un sintetico dossier alla commissione, come ancor oggi l’esposizione all’amianto per i lavoratori del Corpo nazionale rimane un rischio quotidiano. Inoltre, i vigili del fuoco non usufruiscono di alcun beneficio o risarcimento e non hanno riconosciuta l’attività particolarmente usurante.

Dai diversi studi effettuati sappiamo come i casi di asbestosi e di tumori d’amianto sono in costante aumento e si prevede che la punta più alta sarà intorno all’anno 2010.

Perciò la RdB ha chiesto che la norma costringa i datori di lavoro, (purtroppo per noi ancora il Ministero dell’Interno) ad effettuare specifici monitoraggi tra il personale, per valutare l’insorgenza delle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto.

Inoltre, va assicurato il risarcimento in termini previdenziali ed economici per il rischio all'attuale esposizione all’amianto.

Queste rivendicazioni possono essere ottenute soltanto se la categoria è in grado di mobilitarsi. Non ci sarà nessuna attenzione da parte del Governo se non mettiamo in campo tutte le forme di lotta di cui possiamo disporre.

 

Documento sintetico sul rischio amianto per i Vigili del Fuoco

L'amianto è costituito da fibre sottili che ne fanno un materiale resistente, ma allo stesso tempo flessibile, e per ciò largamente utilizzato nella produzione di attrezzature tecniche e in manufatti industriali (tute da attraversamento, coperte antincendio, guanti antincendio, vernici, rivestimenti, tegole, tubi per acquedotti, lastre e fogli in cemento-amianto, frizioni , freni, guarnizioni ecc.).

A fronte di un rapido e diffuso utilizzo dell'amianto nei più disparati usi, si è constatato che le fibre e le polveri di asbesto sono estremamente pericolose per la salute dell'uomo. Infatti, è ormai accertato che l'asbestosi è una malattia tipicamente professionale riconducibile all'esposizione all'amianto.

 

L'amianto negli interventi di soccorso

A questo riguardo è doveroso sottolineare il grave rischio di contaminazione cui sono sottoposti i vigili del fuoco durante gli interventi in strutture di cemento-amianto, classificati come compatti, sottoposti a fonti di elevato calore che modificano la loro struttura e che causano così un notevole rilascio di fibre d'amianto.

Va detto che in molte regioni non si sono predisposti dei piani di bonifica dall'amianto, troppe sono le coperture in eternit di edifici talvolta dismessi, più spesso ancora utilizzati, poi vi sono le coibentazioni in genere. L'attuale norma prevede tempi e modi per la rimozione. La legge 257 del 1992 è una legge pressoché disattesa, prevede anche l'inertizzazione a mezzo di copertura con apposite vernici, questo è nella maggioranza dei casi un provvedimento sufficiente a garantire la collettività. Il problema si aggrava per l'operatore dei vigili del fuoco chiamato ad intervenire ad esempio:

a) nei casolari abbandonati spesso oggetto di vandalismi, sono presenti le coperture in cemento-amianto (eternit), già di per se in pessime condizioni, aggravate dal calore che sfaldando la matrice cementizia libera le micidiali invisibili fibre;

b) nelle discariche abusive, luoghi di raccolta di materiali che le discariche autorizzate debbono trattare come rifiuti speciali con alti costi;

c) nei vagoni ferroviari sigillati ed abbandonati senza controllo su binari morti in attesa di bonifica e che vengono incendiati con allarmante frequenza;

d) nei grandi capannoni dove si svolgono lavorazioni industriali spesso ad elevato rischio di incendio, con vecchie coperture in eternit.

Le inertizzazioni a mezzo verniciatura, seppure a norma di legge, si rivelano inutili in caso d'incendio, infatti la vernice carbonizzata non impedisce lo sfaldamento del materiale e il conseguente rilascio delle fibre. Quando gli operatori giungono sul luogo dell'intervento indossano un completo di vestiario ignifugo ed altamente coibente, questo è piuttosto pesante, limita i movimenti ed induce sudorazione cospicua, si capisce che l'autoprotettore venga indossato solo sul posto e se le circostanze lo richiedano. Nel caso in cui vi sia presenza di amianto vengono indossati i dispositivi di protezione sopradetti, tuttavia non si può escludere che fibre vaganti siano state respirate.

Bisogna aggiungere che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco non ha a disposizione una logistica di supporto da inviare negli interventi coinvolgenti amianto. Al termine dell'intervento, per cercare di ridurre il rischio, sarebbe necessario decontaminare l'operatore bagnandolo mentre si spoglia in modo da appesantire le fibre ad evitare il rilascio in ambiente. Queste procedure a tutt'oggi non sono previste.

Il vigile del fuoco oltre a quanto già detto è chiamato ad intervenire anche:

 

a) negli interventi di ascensore bloccato ove il vano del locale motori è sicuramente inquinato, quando si effettua la “manovra manuale” il freno che il vigile va a sbloccare per il ripristino della normalità è in amianto, i locali motori generalmente sono scarsamente ventilati e questo favorisce il deposito di fibre nocive;

b) in presenza di terremoti o crolli, ove si libera una quantità enorme di fibre di amianto e lo stesso accade durante lo smassamento delle macerie;

c) negli incendi di locale caldaia l’amianto è sicuramente presente sotto forma di guarnizioni o coibentazioni;

d) nelle chiusure di acqua in quanto i serbatoi sono generalmente fatti in eternit, anche se l’acqua tende a tenere compatte le fibre è da tenere presente che l’invecchiamento determina il rilascio di fibre nocive, cosa che accade scientificamente e matematicamente in presenza di agenti atmosferici (vento, gelo, pioggia, caldo).

e) nei mezzi di trasporto dove fino a poco tempo fa sono stati coibentati in amianto (camion, vagoni ferroviari, navi e natanti in genere).

L'amianto nelle sedi e negli equipaggiamenti protettivi

L'amianto è presente anche in molte sedi di servizio sia come componente di strutture edili, sia negli equipaggiamenti protettivi e/o di spegnimento. In particolare, le squadre operative dei vigili del fuoco hanno avuto in dotazione tute da attraversamento, coperte da spegnimento (vedi foto), visto che l'amianto è stato usato come coibente fino a pochi anni fa.

Il vigile del fuoco ha indossato le tute d'amianto denominate anche "vestiti in amianto". Inoltre, le tute termoriflettenti, i guanti e i calzari antincendio, le coperte da spegnimento, a partire dal 1995 fino all'anno 2002, sono stati posti "fuori servizio". Ancor oggi queste attrezzature sono conservate presso le sedi di servizio dei vigili del fuoco.

Tutte le attrezzature menzionate hanno fatto parte dell'equipaggiamento previsto sugli automezzi di soccorso e sono state utilizzate dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco nei casi in cui le esigenze di addestramento e/o gli interventi di soccorso in atto lo hanno richiesto. Va inoltre ricordato che tutt'oggi mezzi dei vigili del fuoco mantengono una presenza di materiali contenti percentuali di fibre di amianto, come per esempio le imbarcazioni presso le sedi portuali.

La RdB del Corpo nazionale dei vigili del Fuoco chiede che il Ministero dell'Interno affronti il rischio "amianto" attraverso specifici monitoraggi tra il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per valutare l'insorgenza tra il personale, oltre dell'asbestosi, anche di tumori maligni della pleura e del peritoneo.

 

 

 

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