19 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 00:39
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Centrale Turbogas a Modugno - Incontro con Assessore Regionale Ambiente

Bari, 07/05/2007 19:07

 

MODUGNO - Incontro con l’Assessore all’Ambiente della REGIONE PUGLIA

 

      Il giorno 4 maggio u.s., alle ore 10.00, si è tenuto l’incontro tra l’Assessore all’Ecologia, Michele Losappio, ed una Delegazione del Comitato Cittadino Pro-Ambiente, di cui faceva parte un Rappresentante del Coordinamento Regionale della Organizzazione sindacale RdB-CUB, Tino Ferrulli, che sin dall’inizio ha sostenuto fattivamente le legittime rivendicazioni dello stesso Comitato e delle decine di migliaia di cittadini di Modugno e dei paesi limitrofi.

      L’incontro, ritenuto positivo dagli intervenuti, ha finalmente dato la possibilità agli Esponenti del Comitato di evidenziare le loro perplessità in merito all’iter autorizzatorio rilasciato dai Ministeri competenti e relativo alla costruzione della Centrale Turbogas della Societa’ Sorgenia.

      In particolare sono state illustrate all’Assessore le eventuali inosservanze derivanti dall’applicazione della “Direttiva Seveso” e dalla mancanza di Valutazione di impatto ambientale integrata prevista dal D. Lgs. 59 /2005.

Per quanto attiene la Direttiva è stata del tutto trascurata la consultazione popolare oltre alle misure di prevenzione e protezione della popolazione, essendo tale centrale obbiettivo strategico ed a rischio di esplosione.

Invece, per quanto riguarda il Decreto anzidetto, si sono formulate osservazioni in quanto la valutazione doveva essere eseguita tenendo presente che nel luogo dove sorgerà la Centrale “Turbogas” esistono altri siti inquinanti ed il livello esposizione rischiosa è già notevolmente elevato per i cittadini di Modugno.

      Nel corso dell’incontro l’Assessore ha dichiarato, mostrandone copia, di aver inoltrato la richiesta al Direttore Generale ARPA affinchè sia eseguita la V.AS. (valutazione ambientale strategica) ed ha fornito ampie garanzie circa l’attenzione che la Regione Puglia presterà in merito a quanto esposto dal Comitato.

      In tal senso, come Comitato abbiamo comunicato che, in occasione della prossima riunione della Giunta Regionale, verrà consegnato al Presidente Nichi Vendola il Plico delle firme raccolte (oltre 15.000) ed inviata una missiva, indirizzata a tutte le Istituzioni Nazionali, dal Presidente della Repubblica ai Ministri competenti. 

     

      Corre l’obbligo di rammentare che gli stessi cittadini già oggi sono sottoposti al rischio amianto presente nelle strutture dall’ex Cementificio che, allo stato attuale sono in uno stato di degrado molto avanzato. E’ stato stimata una quantità di amianto che supera qualche tonnellata e le relative operazioni di bonifica richiederanno alcuni anni, sempre che non sopraggiungano ostacoli e ritardi.

 

      Il Comitato ha, inoltre, sollevato un altro problema d’inquinamento derivante essenzialmente dal fenomeno elettrosmog,  causato da un numero elevato di Antenne per telefonia cellulare. Ad oggi non è stata eseguita una mappatura attendibile delle onde elettromagnetiche i cui valori, tra l’altro, sono stati ridotti dalla recente emanazione del Regolamento di attuazione Regionale che ha portato la potenza da 5 a  3 v/m.

 

      Sulla questione Centrale “Turbogas”, il Comitato Pro-Ambiente ha depositato alla Procura della Repubblica di Bari un Esposto in cui sono contenute le eventuali  inosservanze normative, correlato dalle citate 15.000 firme di Cittadini che hanno voluto ribadire un chiaro NO a tale insediamento. Si auspica che i Magistrati facciano piena luce sugli eventi e non si facciano “imbavagliare” dalle forti pressioni e interessi che ruotano intorno alla Centrale.

 

      Alla luce di quanto sopra riportato, non possono essere sottaciute la profonda delusione e, in alcuni casi, lo sdegno da parte dei cittadini verso la “disattenzione” ed il distacco con cui alcuni rappresentanti istituzionali si sono rapportati al problema. Non è possibile che per riaffermare i loro diritti, ad iniziare da quelli sanciti dalla Costituzione, ossia art. 9 e 32 (tutela del territorio e della salute), ed avere un poco di ascolto sono costretti alla mobilitazione continua, Nessuna informazione sui rischi ai quali saranno sottoposti e nessuna reale volontà di consultazione e coinvolgimento. Potrebbe essere definita questa una forma di autoritasrismo occulto ed il Popolo considerato sempre cosiddetto “Bue”?

 

                                                                                                                     Tino Ferrulli

 

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