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Cineaudiovisivo

Cna e Confartigianato per il cinema e audiovisivo in puglia alzano il muro contro USB: il sistema protegge sé stesso, non i lavoratori del cinema pugliese

Bari,

Il 6 agosto si è tenuta in modalità online una riunione convocata da Apulia Film Commission per discutere del nuovo bando Apulia Film Fund 2026, di prossima pubblicazione, e delle proposte migliorative che USB Cinema e altre associazioni avevano presentato nel corso di incontri precedenti. USB Cinema già precedentemente aveva esposto le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori in Regione Puglia, in occasione dell'apertura del tavolo permanente sul settore cinema e sulla crisi dell'industria cinematografica pugliese.

Alla riunione, Confartigianato e CNA si sono dette del tutto contrarie a interloquire con USB. Le due associazioni datoriali hanno contestato perfino la scelta della stessa Apulia Film Commission di aver convocato il sindacato al tavolo.

Una reazione che va nella direzione opposta rispetto all'obiettivo dell'incontro: avviare un confronto costruttivo per inserire le tematiche riguardanti i lavoratori nei prossimi bandi della Film Commission pugliese.

La chiusura di CNA e Confartigianato conferma quanto USB denuncia da tempo: il sistema protegge sé stesso, senza tenere conto delle necessità di chi lavora nel settore. L'obiettivo di queste associazioni datoriali resta sempre lo stesso: difendere sé stesse e mantenere gli equilibri esistenti.

Sono proprio quegli equilibri ad aver portato al collasso dell'intero comparto e alla desertificazione delle professionalità pugliesi. Una condizione ormai critica, come emerso dal questionario che USB ha somministrato alle maestranze della regione.

A queste associazioni non interessa costruire una filiera del cinema capace di durare oltre la singola produzione. Interessa accaparrarsi commesse e massimizzare il profitto delle società di produzione esecutiva, senza alcuna visione sul futuro del territorio.

CNA e Confartigianato hanno tutto l'interesse a mantenere i rapporti solo con CGIL, CISL e UIL: sigle che da oltre un quarto di secolo non rinnovano il contratto e che negli ultimi anni non hanno mai sollevato una riflessione sul baratro verso cui si dirigeva l'industria cinematografica. Oggi fanno fronte comune per impedire che una rappresentanza reale dei lavoratori, come USB, prosegua il percorso di confronto avviato con Regione Puglia e Apulia Film Commission che, al contrario, si è mostrata da subito attenta e sensibile al tema.

Non staremo ad osservare il solito copione nel quale gli interessi di bottega prevalgono su quelli dei lavoratori.

Continueremo il confronto avviato con Regione Puglia e Apulia Film Commission, porteremo avanti la richiesta di inserire le tutele dei lavoratori nei prossimi bandi.

Ribadiamo che il nostro progetto è costruire una rappresentanza vera e ripensare il sistema cinema mettendo al primo posto chi rende possibile l'eccellenza: i lavoratori.

 

USB Cinema e Audiovisivo