6 agosto 2026 – L'istituzione di tavoli territoriali permanenti e di Osservatori sul lavoro nel turismo è una richiesta che USB porta avanti in tutta Italia attraverso la campagna nazionale "Cercasi schiavo", contro lo sfruttamento dei lavoratori stagionali e della ristorazione. Dopo Pavia e Catanzaro, anche il Comune di Rimini si è detto disponibile ad aprire il tavolo: un'apertura importante, che prospetta la partecipazione di Comune, Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali.
L'incontro a Rimini è stato richiesto dopo la pubblicazione del dossier "L'emergenza lavoro nel turismo a Rimini", che ha documentato, sulla base di dati di Guardia di Finanza, Ispettorato del Lavoro e Carabinieri NIL, la diffusione di lavoro nero, contratti fittizi e salari da fame nel settore turistico-alberghiero della riviera. Per USB, il fatto che un'amministrazione comunale riconosca pubblicamente la gravità della stagionalità e della povertà lavorativa nel settore è un passaggio politico significativo e non scontato, frutto della pressione esercitata con il dossier e con le mobilitazioni territoriali.
Restano tuttavia nodi irrisolti: il Comune di Rimini ha escluso la revoca delle concessioni di suolo pubblico anche in caso di sfruttamento accertato, limitandosi a sanzioni economiche nei futuri bandi demaniali e a un diritto di prelazione per gli stagionali storici, mentre sul fronte abitativo resta un piano di cohousing giudicato insufficiente rispetto alla carenza di Edilizia Residenziale Pubblica. Per USB, senza sanzioni realmente vincolanti – a partire dalla revoca delle concessioni – il rischio è che lo sfruttamento resti un semplice costo d'impresa preventivabile.
Che nel settore del turismo e della ristorazione sia possibile organizzarsi lo dimostra anche quanto accaduto in questi giorni a Torino, dove USB ha eletto le prime RSU nella ristorazione cittadina, al Va Lentino (Imbarchino): un segnale, insieme all'apertura di Rimini, che la vertenza nazionale su lavoro povero, stagionalità e ristorazione, sta producendo risultati concreti sul territorio.
USB continuerà a battersi, in tutta Italia, perché al riconoscimento del problema seguano misure realmente vincolanti: clausole sociali con revoca effettiva, alloggi pubblici per gli stagionali e Osservatori che siano strumenti reali di controllo e sanzione, non meri contenitori formali. Il sindacato invita fin d'ora lavoratrici e lavoratori a rivolgersi alle proprie sedi per segnalare ogni forma di irregolarità contrattuale.
SLANG – USB