14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 15:23
Insieme siamo imbattibili.

DIRETTIVA PER LA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO: L'INIZIO DI UNA LOTTA ANCHE IN STATALE !

Milano, 06/06/2007 22:54

Ieri, 29 maggio, nel corso dell'incontro col CdA di una delegazione di rappresentanti sindacali e lavoratori, è stato posto il problema dell'applicazione del comma 519 delle legge finanziaria 2007 e cioè delle direttiva ministeriale che prevede anche nelle Università la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato senza una seconda prova concorsuale. Di questo argomento tratterà anche il previsto incontro di trattativa del prossimo 6 giugno.

Come succede sempre più spesso negli ultimi tempi la confusione sulla questione è massima al punto che che Cgil-Cisl-Uil diedero il via libera alla precarizzazione del lavoro universitario accettando di introdurre - prima di qualsiasi altro comparto pubblico e privato - nel CCNL 1998-2001 il cosiddetto "pacchetto Treu" e cioè la possibilità di sostituire fino al 20% del personale stabile con lavoratori con contratto a tempo determinato, ecc. ecc...... oggi si ergono a difensori  dei lavoratori precari .....!!!

E lo fanno mettendo in giro messaggi volutamente confusi e velleitari che rischia di ridurre questa piccola conquista delle lotte dei precari pubblici a una questione interna ai loro rapporti con le direzioni degli atenei.

Andiamo perciò per ordine: la direttiva 7 del 30 aprile 2007 che ha esteso l'applicazione di quel comma della Finanziaria (il 519) anche alle Università non si applica ai co.co.co., e in genere ai cosiddetti "contratti atipici" (e dunque nemmeno a quella marea di giovani che vengono tenuti lontani con la precarietà dal mondo della didattica e della ricerca)  ma solo ai lavoratori tecnico-amministrativi a tempo determinato e non a tutti...

La circolare si propone di andare a sanare l'abuso fatto di contratti a tempo determinato in questi anni dalla autonomie baronali (non era anche doveroso sanzionare le dirigenze responsabili di tanto negando loro i premi di risultato ?) ma non permette di affrontare in tutta la sua dimensione e gravità il problema della precarietà negli atenei che si aggira ormai attorno al 50% degli organici ufficiali con tutte le conseguenze non solo sulle persone che ne sono coinvolte ma anche sulla funzionalità e la continuità dell'attività universitaria.

La precarietà poi è una condizione esistenziale per quella marea di ditte, cooperative. ecc. che prestano manodopera e servizi per gli atenei e i cui lavoratori devono  subire - in genere - trattamenti e condizioni di lavoro peggiori di quelli di quelli riconosciuti ai dipendenti universitari e sono soggetti ad ogni scadenza dell'appalto al licenziamento per sperare poi nella riassunzione del nuovo appaltatrice (basti pensare agli addetti ai servizi di pulizia per cui lavoratori e RSU d'ateneo si sono mobilitati qualche anno fa per difenderne il posto di lavoro contro le pretese della ditta vincitrice dio ridurre orari di lavoro e organici...).

Dunque è necessario capire che la lotta alla precarietà non si esaurisce con la stabilizzazione dei (quanti ?) lavoratori a tempo determinato e che il comma 519 è la prima piccola conquista che i precari pubblici - e non Cgil-Cisl-Uil - hanno ottenuto  anche con gli scioperi, come l'ultimo del  6 ottobre 2006 in piena discussione della Finanziaria patrocinata da RdB e che porto in piazza 40.000 lavoratori precari e apri le porte all'emendamento  di cui oggi si chiede l'applicazione. Far applicare questa direttiva non risolve il problema della precarietà, è solo un primo passo !

Con l'applicazione del comma 519 (e dunque della direttiva 7)  salta quell'accordo contrattuale (CCNL 1998-2001) con cui rettori e cgil-cisl-uil avevano dato vita a una tornata di "concorsi riservati" (peraltro pagati a spese dei fondi contrattuali)  per la stabilizzazione dei tempi determinati che permette alla baronia e dirigenza di decidere per chi fare i bandi di assunzione in pianta stabile.... !!

Viene stabilito un requisito di anzianità di 3 anni che vale per chi li ha già maturati al 1° gennaio 2007 o chi ha sottoscritto un contratto a tempo prima del 26 settembre 2006 e si stabilisce che vale anche per quelli che possono cumulare tre anni di servizio anche in enti pubblici diversi nei 5 anni precedenti al 2007.

Ma il processo di stabilizzazione viene vincolato a due condizioni capestro: la stabilizzazione riguarderà le categorie vacanti  in organico (e come è noto le dotazioni organiche in questi anni sono state via ridotte per legge e le ultime dotazioni organiche si sono concentrate nel promettere promozioni a gogò nelle categorie alte......sic !!!!) e comunque potranno essere fatte solo in base alle disponibilità di bilancio (guarda caso l'ateneo si sta dando molto da fare per ridurli ulteriormente con i tanti bandi che proprio in questi giorni stanno partendo ...).

RdB Nazionale scriveva al ministro Nicolais impegnato nella redazione della direttiva "...inoltre non sembra congruo impedire all’Università l’accesso al fondo per la prevista stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo, si ritiene almeno che si debba andare in deroga al limite del 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario......." (la lettera completa la trovate pubblicata sul sito www.universita.rdbcub.it)

Unica nota positiva, ma tutta da verificare in pratica, sembra essere quella che prevede la proroga ex lege del contratto a tempo determinato fino a stabilizzazione....

Questo panorama problematico non deve essere affatto motivo di scoraggiamento e ancor meno motivo per piegarsi ai agli inevitabili giochi clientelari (che si attivano ogni volta che non vengono riconosciuti diritti ai lavoratori ma solo "opportunità"), deve invece diventare consapevolezza della urgenza e della necessità di mettere in pista una mobilitazione che travalichi anche gli ambiti stretti dell'ateneo e si ricolleghi all'iniziativa generale dei precari pubblici per andare ad incidere sull'azione di governo per costringerlo a finanziare direttamente e indirettamente la stabilizzazione dei precari, di tutti i precari !

Milano, 30 maggio 2007

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Al Rettore
prof. Enrico Decleva

Al Direttore Amministrativo
sig. Andrea Aiello

Ai Componenti del Consiglio d'Amministrazione

LORO SEDI

Oggetto: richiesta di sospensione bandi concorsuali per assunzioni di personale tecnico-amministrativo a tempo determinato ed indeterminato.

       La scrivente organizzazione sindacale si associa alla richiesta di sospensione di tutti i bandi concorsuali, banditi e da bandire, per assunzione personale tecnico amministrativo con contratti a tempo determinato ed indeterminato, in considerazione del carattere di urgenza delle norme richiamate dalla direttiva n. 7 del 30 aprile 2007 del Ministero per le Riforme e le Innovazioni in materia di stabilizzazione e proroga dei contratti a tempo determinato nella amministrazioni pubbliche.
        La scrivente O.S. si associa dunque anche alla richiesta di riservare le risorse previste per quei bandi alla stabilizzazione dei lavoratori con contratti a tempo determinato di cui alla direttiva succitata e chiede l'immediata stabilizzazione dei lavoratori i cui contratti a tempo determinato sono in scadenza.
        In considerazione del previsto incontro del prossimo 6 giugno 2007 la scrivente O.S. chiede anche che in quell'incontro sia possibile avere un quadro programmatico delle risorse che l'ateneo intende investire e dei tempi presumibili del risanamento.

   
Milano, 26 maggio 2007                p. Il Coordinamento RdB/CUB d'ateneo 

Assemblea metalmeccanici USB

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