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Industria

Electrolux, il piano non cambia: esuberi a valanga e più fatica per chi resta. Sulle funzioni di staff c’è il vuoto. Ora basta tavoli tecnici, serve il Ministro e la ripresa della mobilitazione

Nazionale,

Si è conclusa al MIMIT la due giorni di confronto tecnico sulla vertenza Electrolux. Per USB il risultato è netto: l’azienda non ha ritirato il piano iniziale e non ha presentato alcuna vera discontinuità.

La riduzione degli esuberi rappresentata da Electrolux è minima e, soprattutto, costruita su dati non omogenei. Nel frattempo gli organici sono già diminuiti e nella fotografia iniziale erano compresi anche lavoratori a tempo determinato già fuoriusciti, che oggi non vengono ricompresi nelle eccedenze. Una modalità di rappresentazione poco chiara, che non consente un confronto trasparente tra il piano iniziale e quello attuale.

Su Cerreto d’Esi non sono emerse novità né soluzioni alternative alla chiusura già annunciata.

C’è poi un elemento che attraversa tutti gli stabilimenti: Electrolux vuole ridurre gli organici aumentando contemporaneamente la prestazione di chi resta. Con modalità diverse sito per sito, il piano prevede aumenti di produttività e delle cadenze. Gli esempi più evidenti sono Solaro e Susegana, dove si arriva a prospettare fino a 140 pezzi l’ora, circa uno ogni 26 secondi.

La logica è evidente: meno lavoratori, più produzione per addetto. Per USB è inaccettabile che il recupero di competitività venga scaricato ancora una volta sulle condizioni di lavoro.

Gravissimo anche il vuoto sulle funzioni di staff. Si è faticato persino a ricostruire con chiarezza la distribuzione delle eccedenze stabilimento per stabilimento.

USB ha inoltre contestato duramente il trattamento riservato a Pordenone e ai lavoratori dell’IT. In due giorni non è stata fornita una rappresentazione seria di come Electrolux intenda garantire continuità, competenze e presenza delle attività informatiche in Italia e nello specifico a Pordenone, nonostante sia noto il trasferimento di funzioni verso altre localizzazioni del gruppo a livello globale.

Per USB la fase tecnica è esaurita. Il piano resta inaccettabile: chiusure, riduzione degli organici, aumento della prestazione e nessuna garanzia sufficiente sulle funzioni di staff e IT.

Chiediamo quindi la convocazione immediata del tavolo politico alla presenza del ministro Urso. Ora deve intervenire la politica: Electrolux non può pensare di ottenere tutto — meno occupazione, più produttività e risorse pubbliche — scaricando il costo sui lavoratori e sul sistema industriale italiano.

Per USB è necessario anche riprendere rapidamente la mobilitazione in tutti i siti.

 

USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale