14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 03:02
Insieme siamo imbattibili.

EURO MAYDAY PARADE 007: LA PIU' GRANDE MANIFESTAZIONE PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA. SI PASSA DALLA PROTESTA ALLA PROPOSTA

Milano, 02/05/2007 16:19
Più di 100.000 persone a Milano hanno sfilato con la Confederazione Unitaria di Base, la Precariomanzia di Chainworkers. Quasi 6 kilometri di carri, risciò, biciclette, musica e teatro di strada. Grande unità tra studenti, lavoratori e precari. Spettacoli fino a tarda notte

Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB: "E’ anche un grande successo politico, La Mayday Parade si conferma la più importante iniziativa del 1° Maggio. Ora continuiamo con l’azione di contrasto alla precarietà che include la proposta per l’integrazione al reddito e soprattutto l’eliminazione dei 40 rapporti di lavoro possibili a 3 o 4 che garantiscano a tutti pari diritti e pari tutele. Prendiamo atto che il governo non ha mosso un dito finora".


La CUB, Confederazione Unitaria di Base, insieme a Chainworkers, ideatori fin dall’edizione del 2001 della Mayday Parade, ha chiamato a raccolta tutti i precari, gli studenti e i lavoratori non precari per la sesta edizione della MaydayParade che quest’anno ha compreso anche circa 20 città europee e molte città italiane tra cui Firenze, Napoli Palermo l'Aquila . Per l’EuroMaydayParade 007, davvero europea, a Milano hanno sfilato almeno 100.000 persone tra lavoratori a tempo indeterminato, precari, parasubordinati a tempo pieno, a part-time, a termine, in apprendistato, in cooperativa, in subappalto e giovani e meno giovani per protestare contro la precarietà lavorativa e sociale.


"Avevamo annunciato oltre 100.000 persone afferma Walter Montagnoli, uno dei coordinatori nazionali della CUB tra gli inventori e promotori, insieme a Chainworkers, della Mayday Parade - che sono arrivate 100.000 nonostante la partecipazione di tante altre città italiane ed europe e il lungo ponte: il corteo con carri tematici, risciò, biciclette, mini-bar semoventi, soundsystem teatranti di strada ha creato nel pomeriggio un serpentone lunghissimo e compatto. Nessun disordine nonostante quanto volessero far credere. Il punto vero è che noi abbiamo ritrovato il vero senso del 1° maggio che è un giorno di lotta: ci siamo radunati per batterci non solo contro la precarietà ma anche contro la progressiva perdita dei diritti nel lavoro, smentendo tutte le chiacchere sulla perdita di senso del 1 Maggio. Durante il lungo corteo-serpentone partito alle 15,00 da piazza XXIV Maggio il clima era quello di una festa in cui si ribadisce con forza la volontà di non rinunciare ai propri diritti".


E’ un fatto incontestabile –sottolinea Piergiorgio Tiboni, - si è trattato della più importante manifestazione per il Primo Maggio che si è tenuta in Italia. La mobilitazione di tante persone tra cui la novità di quest’anno è la partecipazione di migliaia di studenti delle superiori e delle università – continua Tiboni - dà la misura dei bisogni e della partecipazione alle lotte per una profonda modifica della politica economica e contro il lavoro precario.


Tutte queste persone chiedono un sostegno economico per chi non ha lavoro o ha pensioni insufficienti, sollecitano prezzi calmierati per alcuni servizi fondamentali quali i trasporti, il sapere, scuola, biblioteche e università e una diversa politica della casa. E’ importante – ha sottolineato ancora Tiboni- che qualcuno non rinunci all’idea di difendere i lavoratori mentre si stanno distruggendo pian piano i cardini necessari a una vita dignitosa: in una situazione di degrado nella quale aumentano precariato e disoccupazione la Mayday Parade, ha di nuovo puntato i riflettori sulla vita difficile di una generazione che si trova ad essere senza diritti ed è condannata alla precarietà lavorativa ed esistenziale oggi ed a un futuro incerto e senza copertura sociale e pensionistica domani. Ma ha anche sottolineato che il problema sta coinvolgendo tutti. E infatti abbiamo visto l’unità tra lavoratori, precari e studenti".


L’EuroMayDay Parade 007 è stata una giornata di lotta e non solo di festa –sottolinea ancora Montagnoli – e il successo crescente è dovuto al nostro essere alternativi alla manifestazione di Cgil Cisl e Uil, i sindacati che dovrebbero difendere i lavoratori e che invece, attraverso le politiche concertative hanno partecipato alla creazione di questa grave e insostenibile situazione. La manifestazione di Cgil Cisl e Uil è sempre più vuota di contenuti ed questo il motivo per cui riscontra tanta difficoltà di partecipazione – continua Montagnoli - ci rivolgiamo anche all’Unione da cui i precari non hanno avuto finora nessuna risposta:


La nostra piattaforma sulla quale lottare è chiara: vogliamo garanzia di reddito, contributi sociali e ferie, diritto di autorganizzazione sindacale dei precari e fine della discriminazione tra chi è precario e chi no, tra chi è part-time e chi è full time, accesso sussidiato alla cultura, alla formazione, alla casa, alla sanità e ai servizi sociali di base, accesso al credito, limitazione del lavoro festivo e notturno, della turnazione e delle mobilità selvagge.


In Italia –sottolinea ancora Montagnoli - la precarietà è stata introdotta in modo massiccio col pacchetto Treu, rafforzata dalla legge 30 e avallata in tutti i modi da cgil cisl uil, con accordi firmati in tutte le sedi.


La lotta alla precarietà lavorativa e sociale che costituisce elemento centrale della May Day Parade si salda all'iniziativa contrattuale, a quella di lotta, alle proposte di legge regionali e nazionale per precari, lavoratori licenziati, in cassa integrazione o mobilità, disoccupati e pensionati sostenuta dalla Cub".


"Il messaggio per l’Unione è dunque chiaro e limpido –incalza ancora Piergiorgio Tiboni – chiediamo l’abolizione della legge 30 e del pacchetto Treu; chiediamo la centralità del rapporto a tempo indeterminato; e l’applicazione della contrattualizzazione per il lavoro autonomo solo ai veri professionisti e agli imprenditori. Vogliamo la riduzione dei 40 rapporti di lavoro possibili a 3 o 4 che garantiscano a tutti pari diritti e pari tutele. Tra le altre nostre richieste mi preme sottolineare il sostegno e l'integrazione al reddito dei precari, dei lavoratori in cassa integrazione o in mobilità e dei pensionati al minimo sia attraverso un contributo economico che con la riduzione o la gratuità dei servizi pubblici".


L’appello dei giovani precari ha chiamato a raccolta tutte le persone coinvolte nella precarietà di vita e non solo di lavoro. La vita precaria coinvolge i lavoratori in cassa integrazione, i licenziati, le madri single-lavoratrici, i pensionati, gli studenti, i disoccupati, i forzati e le forzate del part-time. …Insomma la vita precaria coinvolge ormai moltissime figure: anche i giovani e le donne disoccupati, i lavoratori intermittenti, gli studenti, gli stagisti, i migranti, i lavoratori a contratto, gli ex co.co.co e i co.co.pro, tutti i contorsionisti della flessibilità.


"Ora i sopravvissuti della precarietà intendono difendere i propri diritti collettivi e sociali e richiederne di nuovi – conclude Montagnoli - Nessuno vuole essere condannato allo stesso lavoro a vita. Ma nessuno vuole passare tutto il tempo a preoccuparsi di come sbarcare il lunario, quando già sta facendo infiniti lavori diversi. Ecco allora le proposte sul reddito diventano fondamentali mentre si studia un modo per uscire da questo meccanismo perverso che affossa anche l’economia e non favorisce lo sviluppo. Ne parlano ormai persino gli economisti, non solo noi del sindacato di base e i precari".
Manualetti, cartoline, spille, cd, ciabatte e altro ancora ma sopratutto una visione ampia delle tattiche, delle esperienze, delle astuzie che i precari e le precarie adottano per combattere la precarietà. L'informazione è importante ma non è sufficiente.


Capire come (re)agire, con quali criteri, attraverso quali strumenti - tradizionali ed innovativi - e fondamentale. Il pauroso svilimento che ha colpito il reddito, le tutele sociali e i diritti in generale e un frutto originale e velenoso che costringe i precari/e, i lavoratori e le lavoratrici, tutte le persone, a ripensare complessivamente le forme del conflitto, le relazioni attraverso le quali esso si propaga e le rivendicazioni utili a invertire una tendenza che vede la nostra vita inchinarsi, in ogni suo momento, alle esigenze dell'imprese. Se le strategie delle imprese cambiano e necessario mutare anche le nostre.

 

Nessuno, né a destra né a sinistra, ti regalera mai niente. Parlare di reddito, di affetti, di saperi, di mobilita' e di territori significa parlare di conflitto.

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