21 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 10:28
Insieme siamo imbattibili.

FACCIAMO DUE CONTI …. E TRAIAMO LE DOVUTE CONCLUSIONI !

Roma, 05/04/2007 21:46
FIRENZE 11 APRILE ’07 Controvertice Manifestazione per un trasporto pubblico ed efficiente !!!

La mobilità è sempre più un elemento centrale per determinare il livello e la qualità della vita, sempre più fondamentale per dare o negare risposte ai bisogni dei cittadini, sempre più strategicamente in grado di condizionare, influenzare, favorire o bloccare una crescita veramente e credibilmente sostenibile.

 

Il Governo è intenzionato ad avviare, prima dell’estate, una nuova ondata di liberalizzazioni, dall’energia al trasporto pubblico locale compreso. Il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, ha annunciato che il Governo chiederà di mettere in calendario in aula nella prima settimana di maggio la sua proposta di legge sui servizi pubblici locali. Su questo è disponibile a dare una mano anche l’opposizione del centro destra in quanto il processo di liberalizzazioni, avviato dal ministro Bersani, che la Lanzillotta intende portare a compimento anche nei servizi pubblici locali, avrebbe dovuto essere portato a compimento già dal precedente Governo di centro destra.

 

La Lanzillotta insiste ad affermare che i servizi devono diventare un gran mercato, cioè merce, insiste con il proporre un sistema economico fondato sulla crescita del p.i.l. e che quindi ha bisogno di sostituire i beni (che non lo fanno crescere) con le merci (che lo fanno crescere), inducendo a credere che queste sostituzioni costituiscano miglioramenti della qualità della vita.

Questo insistere a trasformare beni come i servizi in merci non risponde al criterio di utilizzare con sobrietà quanto serve per vivere senza restrizioni né sprechi ma, al contrario, al requisito che la torta (per chi?) cresca. Per questo si sostiene che il mercato e la concorrenza sono gli strumenti migliori per favorire la crescita economica.

Governo Prodi o Governo Berlusconi sono due varianti di un identico modello culturale che ha come valore di misura il mercato, le merci, che usa come indicatore del benessere la crescita del p.i.l. in questo contesto la liberalizzazione dei servizi assunta come innovazione ha la funzione di accelerare i tempi di trasformazione di questi da beni a merci.

 

OCCORRE DISTINGUERE IL VERO DAL FALSO PROGRESSO, DISTINGUERE CIO’ CHE NEL FUTURO HA LA MAGGIORE POTENZIALITA’ DI RIDURRE L’IMPATTO AMBIENTALE E DI RAGGIUNGERE I MASSIMI LIVELLI DI EFFICIENZA.

LA SOBRIETA’ DEVE ESSERE NON SOLO UNO STILE DI VITA MA ANCHE UNA GUIDA PER OTTENERE DI PIU’ CON MENO.

 

In questi anni, i finanziamenti regionali per il Trasporto Pubblico Locale sono stati ridotti. Solo nel 2006 i finanziamenti non erogati, a causa del mancato adeguamento degli indici ISTAT sono i seguenti: VENETO 50 milioni di Euro; PIEMONTE 56 milioni; LOMBARDIA 126,5 milioni; LIGURIA 30 milioni; EMILIA 46 milioni; TOSCANA 46,5 milioni; UMBRIA 9 milioni; MARCHE 16,5 milioni; LAZIO 105 milioni; ABRUZZO 13, 5 milioni; MOLISE 4 milioni; CAMPANIA 75 milioni; PUGLIA 32,5 milioni; BASILICATA 7,5 milioni; CALABRIA 22 milioni; SARDEGNA 18 milioni; SICILIA 47 milioni ... per un totale di circa 705 milioni di euro di finanziamenti non erogati. Nonostante questo le aziende, che forniscono i servizi minimi, hanno chiuso i bilanci in sostanziale pareggio. Questo è stato possibile a seguito di interventi che hanno ridotto sensibilmente il numero dei dipendenti (circa il 30% in meno), modificato le normative e l’organizzazione del lavoro. Nel frattempo le Regioni, gli Enti Locali (comuni e province) hanno ignorato le indicazioni da parte dei lavoratori e delle loro OO.SS. di possibili interventi infrastrutturali che oltre a consentire economie alle aziende, consentirebbero di erogare un servizio più adeguato alle esigenze e alle attese di mobilità dei cittadini.

 

Ora si spinge per la liberalizzazione/ privatizzare ( le Regioni, le Province ed i Comuni devono bandire le gare per i servizi di trasporto locale ) con l'obiettivo di bandire gare stanziando risorse per i prossimi anni inferiore a quelle già insufficienti per il 2006 con l'aggravante che bandire le gare significa fissare basi di gara che aggiudicano l'assegnazione delle reti agli operatori che avranno avanzato l'offerta più vantaggiosa (cioè che avranno avanzato la proposta più bassa)!!!

 

Questo è il reale disegno che c'è dietro l'operazione di dismissione e di liberalizzazione/privatizzazione si vuole, esclusivamente, ridurre ulteriormente le risorse e l’impegno pubblico nell'erogazione del Trasporto Pubblico Locale.

 

Questa progressiva e sistematica riduzione delle risorse ha determinato una carenza e scadimento del trasporto pubblico con una conseguente crisi che non è crisi di domanda ma in realtà una contrazione e scadimento dell’offerta in termini di quantità ma soprattutto di qualità e sicurezza. Non si è affrontato, soprattutto non si è voluto e non si vuole dare, ad un sistema complesso come quello dei trasporti, una sede di programmazione e di regolazione, che prenda in considerazione parametri fondamentali come la qualità, la quantità delle infrastrutture e dei trasporti necessari per lo sviluppo ed il bisogno di mobilità del sistema paese.

 

La liberalizzazione/privatizzazione dei servizi, del servizio di Trasporto Pubblico Locale in particolare, cozza con il diritto fondamentale alla mobilità dei cittadini, non tiene conto dei vincoli imposti dal territorio. Non ha come obiettivo prioritario e strategico la qualità e fruibilità del territorio, delle città e della loro vivibilità, non risolve la condizione precaria del trasporto in generale e del Trasporto Pubblico Locale che al contrario è destinata ad aggravarsi vista la scarsità di risorse messe a disposizione.

Lo scenario che si prospetta con la liberalizzazione/privatizzazione è l’accelerazione di una politica che punta a trasformare un bene, un diritto in merce. Quindi un bene che diventa merce deve produrre ricchezza, e produce tanta più ricchezza quanto più si riduce il costo del lavoro flessibilizzando e precarizzando l’occupazione, riducendo le tutele dei lavoratori e degli utenti.

 

A rimetterci sono e saranno lavoratori e utenti in quanto vedono e vedranno peggiorare di molto le condizioni di lavoro, la qualità del servizio e di contro aumenteranno le tariffe.

 

L'11 APRILE MOBILITIAMOCI PER LA DIFESA DI UN BENE PRIMARIO COME IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, L'ADEGUAMENTO DELLE RISORSE, LA GARANZIA DEI DIRITTI E DELLA DIGNITA' DEI LAVORATORI!!!

 

 

Roma 3 aprile 2007

 

 

COORDINAMENTO NAZIONALE SINDACATI DI BASE

SdL intercategoriale, CUB Trasporti, A.L. COBAS, COBAS Lav. P., SUL/tpl

fax 051358053 fax 0415312250 fax 0245499507 fax 055/600844 fax 064882679

 

 

 

 

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